domenica 10 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 19a Parte: Plutonium Baby

"I suoni scarni e Lo-Fi sono una caratteristica che ereditiamo, non solo dagli anni '60, ma anche da tanto Punk e Post-Punk." Paulette Du


Plutonium Baby a Jesi
Black Guitarra al Man Cave

Tony Graffio: Plutonium Baby, da dove avete preso il nome del vostro gruppo?

Plutonium Baby: Era il titolo di un vecchio B-movie americano che proprio quest'anno festeggia i suoi 30 anni... (conosciuto anche come Mutant Kid ndTG)

TG: Cosa succede di particolare in questo B-movie che vi ha convinto a clonarne il nome?

PB: Se poi te lo diciamo finisce che poi non lo guardi più...

TG: Beh, dimmelo lo stesso, tanto non credo la trama sia la forza del film...

PB: Succedono un sacco di cose sconclusionate...

TG: Forse, perché il film doveva essere girato in 10 giorni e invece le riprese si sono fermate solo dopo 5 giorni; dopo che il regista ha cacciato l'assistente operatore ed anche il resto della troupe, per solidarietà, ha abbandonato il set?

PB: Può essere...

TG: In sintesi, volevate dire che siamo tutti un po' sconclusionati?

PB: Tantissimo... e poi Plutonium Baby parla di un ragazzo che è stato contaminato da sostanze radioattive e diventa una sorta di super-eroe per losers...

TG: Ok, capito. Andrea invece cosa fa nei Plutonium Baby?

PB: Andrea BJ McKay è il nostro truck driver, prende il nome dal personaggio di un telefilm della fine degli anni '70 che andava in giro su un camion con una scimmietta che si chiamava Bear...

TG: Perfetto, ma lui non suona con voi?

PB: No.

TG: Fa parte della Santissima Trinità?

PB: Nemmeno.

TG: E cosa fa con voi?

PB: Niente, gli interessava venire qua con noi e noi l'abbiamo portato...

TG: Quindi è possibile associarsi alla Santissima Trinità pur non pagando i famosi 400 euro al mese richiesti da Murder Farts?

PB: Bisogna essere del giro...

TG: Insomma, ma BJ McKay cosa fa?

PDU: E' un musicista, ma anche un direttore di produzione, lavora nell'allestimento dei concerti, dal piccolo club allo Stadio Olimpico di Roma.

PB: Ed è molto bravo a caricare il furgone...

TG: Posso chiedergli una cosa?

PB: Certo!

TG: Andrea, ma questa Paulette Du è veramente una brava cantante?

Andrea BJ: Hai voglia! Parecchio!

TG: Non era meglio nelle Motorama?

Andrea BJ: Personalmente, penso di sì, io ero più affezionato alle Motorama...


Filippo alle tastiere & Black Guitarra sono in gabbia come belve assetate di libertà!

Dopo il concerto al Man Cave ho ascoltato il parere di Paulette Du.

Tony Graffio: Paulette, a caldo, com'è andata?

Paulette Du: Caldo, fa caldo! Benissimo, io  mi sono divertita un sacco.

TG: Paulette, scusa se te lo chiedo nuovamente, ma c'è qui anche Sonny Alabama che ha la stessa curiosità: cosa vuol dire Du? E perché Paulette?

PDU: Tony, ti intervisto io, dimmelo tu perché mi chiamo Paulette Du?

TG: Facile... perché le francesi sono sexy!

PDU: Sì, è per questo!


Black Guitarra A.K.A. Paulette DU.

Sonny Alabama: Vero. da B.B. in poi...

PDU: Io in realtà non ricordo se ti avevo spiegato il significato di Paulette o quello di Du...

TG: Paulette, scusa Paulette, ma a quest'ora e dopo qualche birra mi cogli in un momento in cui non ricordo nemmeno io come mi chiamo...

PDU: Ok, ti spiego comunque quello che non ti avevo spiegato. In realtà, non ti avevo detto perché mi chiamo Paulette, ma mi accorgo che tu hai provato a carpirmi un segreto, ma non ci sei riuscito... Quella è una cosa che non ti posso dire... però ci sei andato quasi vicino. Mi chiamo Du perché è una parola cinese che significa "sola"...

TG: Non mi sembri tanto sola, sei in un gruppo con altri due elementi.

PDU: Però siamo sempre soli...

TG: Siamo tutti soli...

PDU: E poi scusa, io nel gruppo non mi chiamo Paulette Du... Io con i Plutonium Baby sono Black Guitarra...

TG: Pazzesco, hai più identità multiple di Tony Graffio, complimenti!

PDU: E' vero, sono un po' schizofrenica... Facciamo una gara, tu quante ne hai?

TG: Ho perso il conto tempo fa...

PDU: Eh vedi, io ne ho almeno tre, anzi quattro, perché ne ho un'altra non rivelata...

TG: Eh no, allora ti batto, se contiamo anche le identità storiche ne ho più io... Di che segno sei Paulette?

PDU: Indovina?

TG: Gemelli!


Plutonium Baby Man Cave Jesi
Black Guitarra

PDU: No, ma sono sempre di un segno d'aria: Acquario.

TG: Molto bello. Io sono un puro: Ariete-Ariete...

PDU: Io sono Acquario-Pesci...

TG: Fantastico, adesso capisco tante cose... Proprio non vogliamo rivelare l'origine di Paulette?

PDU: No. E' un segreto, magari in una prossima intervista.

TG: Promesso?

PDU: Te lo spiego dopo.

TG: Va bene. Voi donne dei Pesci siete misteriose...

PDU: Acquario...

TG: A volte, l'ascendente prende il sopravvento, secondo me tu hai molte caratteristiche dei Pesci... Soddisfatta del concerto?

PDU: Sì, io mi sono divertita. Non s'è visto?

TG: Caspita se s'è visto!

PDU: E poi, suonare in una gabbia non è una cosa che accade tutti i giorni.

TG: Ti è già successo prima?

PDU: Una volta, forse... Un sacco di anni fa, con le Motorama.

TG: Com'è suonare in una gabbia?

PDU: Fantastico, perché tu devi cercare di uscire...


Filippo dei Plutonium Baby Man Cave Jesi
Filippo: Voce, sinth e chitarra dei Plutonium Baby

TG: Complimenti.

PDU: Che cosa t'è piaciuto del concerto?

TG: Io non sono un grande esperto musicale... Mi sei piaciuta tu. 

PDU: Adesso l'intervista te la posso fare io? Che cosa ascolti?

TG: Io sono abbastanza Mainstream, per quello adesso frequento un po' questi ambienti, nella speranza di ascoltare gruppi che non conosco...

PDU: Ahi, ahi, ahi...

TG: Eh, lo so, mi spiace, non sono molto preparato...

PDU: E come mai? Cosa Ascolti? Tipo Rihanna?

TG: Chi?

PDU: Rihanna. Scherzo...

TG: No, mi piacciono David Bowie, i vecchi U2, il Folk ed il Rock irlandese, Van Morrison, Gary Moore, Otis Redding, Pink Floyd, Manuel Göttsching, musica un po' datata insomma... Più europea che americana...

PDU: Ah, beh, anche a me...

TG: Le mie conoscenze Underground non sono così espanse...

PDU: Devi espanderti!


Attila Alabama
Un piccolo rocker al Man Cave ascolta con interesse i Plutonium Baby.

TG: Siouxsie... un po' di Punk, ma apprezzo di più la musica suonata bene in maniera più pulita... Il limite che trovo in molti locali, ma anche nei concerti all'aperto, è che spesso si pensa che aumentando il volume della diffusione si riescano a coprire un po' di magagne, compresi quegli "errorini" che spesso sono da imputare al tecnico del suono...

PDU: Io sono del parere che gli errori siano secondari e che il volume è un altro strumento.

TG: L'acustica del posto è fondamentale... Nel 1997 sono stato a Roskilde, in Danimarca, e lì ti posso assicurare che nonostante le condizioni atmosferiche fossero molto impegnative, ho sentito una diffusione del suono perfetta, in tutti i 14 palchi allestiti per tutti i generi musicali proposti. C'era un suono studiato nei minimi dettagli con linee di ritardo per gli altoparlanti posti ad una trentina di metri dal palco principale, insomma una vera opera ingegneristica che  difficilmente capita di vedere e sentire da altre parti. Mi sarebbe piaciuto anche andare a Glastonbury, anche per questioni che riguardano mie questioni esoteriche personali, ma non ci sono mai stato. Purtroppo.

PDU: Se vuoi conoscere cose diverse dal Mainstream, io ti consiglierei di esplorare il mondo del Lo-Fi. E' quell'universo musicale che ad orecchie bisognose di suoni puliti potrebbe risultare fastidioso. In realtà non è che il suono nudo e crudo che esce dall'amplificatore. Senza filtri. Sporco, ma vero, Bassa fedeltà. A questo aggiungi una sana attitudine punk e volume.

TG: Sono andato un po' a curiosare nel mondo della musica elettronica, ci sono personaggi interessanti che sperimentano e pubblicano con etichette indipendenti anche soltanto 5-10-20 dischi per un  pubblico molto di nicchia o eventi internazionali in cui ci si può incontrare, confrontarsi e conoscersi.

PDU: Ti piace l'elettronica?

TG: Mi interessa, anche se preferisco l'acustica. Oggi, voi mi siete piaciuti molto, ma questi ambienti che sparano Decibel a manetta dopo un po' mi affaticano e così mi devo allontanare per riposarmi i timpani.

PDU: Non sei abituato...

TG: Non sono abituato e voglio risvegliarmi il giorno dopo evitando che mi ronzino le orecchie.

PDU: E' anche una questione di approccio alla musica Lo-Fi che se riesci a capire ed a entrarci un attimo ti può dare delle sensazioni anche più forti. 

TG: In effetti, a me piace il suono pulito.


Federico è il batterista dei Plutonium Baby. Man Cave Jesi
Federico è il batterista dei Plutonium Baby.

PDU: Cos'altro vuoi sapere?

TG: Mi ritengo abbastanza soddisfatto, anche se non vuoi rivelarmi l'origine di Paulette...

PDU: Allora ti chiedo io qualcos'altro... Ho letto che tu ti definisci documentarista, spiegami che cosa intendi con questo tuo modo di proporti?

TG: Io ritengo che ci siano degli eventi interessanti che vanno esplorati, come dici tu, e che vadano anche conservati nella memoria. Molti mezzi di comunicazione si concentrano su questioni apparentemente più in vista, ma a me interessa conservare traccia anche della mia vita; di quello che ho visto di quello che ho vissuto, delle persone con le quali ho interagito e andare a rivedere questi documenti a distanza di anni. Un po' perché ho poca memoria, un po' perché magari col tempo possono emergere cose diverse o che ci possono aiutare a capirne altre. E poi, questi eventi sono anche lo specchio di situazioni sociali particolari, di ambienti, di gruppi di persone che mi sembrano speciali e con le quali mi trovo bene. Spero di avervi fatto qualche bello scatto, anche perché tu rendi molto bene in fotografia quando canti.

PDU: Dici? Io non mi sento così... Però se sei riuscito a farmi delle belle fotografie ti eleggerò mio fotografo ufficiale.

TG: Beh anche per la fotografia è come per la musica, è chi guarda o ascolta che attribuisce un valore  a ciò che vede o a ciò che sente. Ognuno di noi ha emozioni diverse che gli vengono stimolate da fattori diversi. Non siamo tutti uguali. Per continuare il discorso di prima, invece, posso dirti che molte volte non ci si rende conto in tempo reale dell'eccezionalità dei momenti che si vivono e per questo cerco di documentare tutto, prima che i ricordi svaniscano come le famose lacrime nella pioggia di Blade Runner...

PDU: Mi interessava questa tua peculiarità di documentarista e di quello che osservi. Documenti eventi musicali?

TG: Un po' di tutto. Sono più interessato alle arti visive, perché io nella mia altra vita mi occupo di quello, mi sono avvicinato a certi ambienti musicali perché mediamente ho trovato persone più simpatiche in questo mondo, mentre negli ambienti fotografici e cinematografici c'è molta gente che prende tutto in modo troppo serio e anche un po' noioso. I rockers e i punk sono più divertenti. La musica è però un linguaggio abbastanza difficile per me, perché ritengo che utilizzi schemi matematici per me incomprensibili. Non so se te ne sei accorta, ma nel libro che voi avete contribuito a scrivere insieme a me non ci sono i numeri delle pagine, proprio perché voglio evitare di trasformare tutto in formule e schemi matematici.

TG: Bene, ma anche nella musica è così, dipende sempre dal tipo di approccio e la musica la si può avvicinare in molti modi. Forse l'approccio Mainstream ha il suo limite, proprio in quella perfezione del suono che tu ricerchi, un limite che ti dà una visione matematica della musica. Bisognerebbe che tu ti scostassi da quel punto di vista e vivessi la musica come un'espressione umana più istintiva. Qualcosa di viscerale che non dev'essere un calcolo matematico preciso. La musica dev'essere qualcosa che ti viene da dentro.

TG: Paulette, a me all'asilo facevano suonare il triangolo... Hai capito?

PDU: Eh, va bene anche quello...

TG: Ma no, non è vero il triangolo lo fanno suonare a chi è proprio negato...

PDU: Ma no, non vuol dire...

TG: Vuol dire, te lo assicuro... Tu cosa suonavi all'asilo?

PDU: Non mi ci hanno mandata all'asilo...

TG: Eh, vedi... per questo sei riuscita a conservare la tua spontaneità ed uno spirito più integro.

PDU: In realtà, credo che in seguito a questo sono diventata una bambina molto chiusa. Solo dopo sono diventata una ribelle.

TG: Grazie, Paulette sei stata molto disponibile e sincera. Ringrazio anche le altre tue personalità e gli altri membri dei Plutonium Baby: Filippo e Federico.


Gente del Man Cave.




sabato 9 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 18a Parte: I "Gigolé"

"Nulla ci sorprendere, neppure le richieste più strane dei nostri clienti: in questo hangar abbiamo tutto." Silvano "Gigolé"


Il responsabile di Gigolé Chiaravalle
Silvano "Gigolé" Cardinali accanto ad una fotografia risalente agli anni '50 della bancarella ambulante davanti alla quale si vedono suo padre e suo fratello maggiore. 1947-2017: 70 anni di Gigolé!

Ho voluto andare a curiosare in un grande hangar di Chiaravalle perché adoro il modernariato e amo accumulare cose strane; non potevo far finta di non vedere il caccia militare incastrato nel tetto (La coda e parte della fusoliera è sopra le tegole, all'aria aperta, mentre l'altra metà dell'F 104 è all'interno del negozio!). Gigolé oltretutto è amico del Basement Party. Ho cercato di capire qualcosa di questo strano hangar parlando prima con Luca e Michele e poi con Silvano Cardinali, l'imprenditore che ha ampliato l'attività di suo padre un personaggio della zona molto noto nell'immediato dopoguerra.


Luigi, il capostipite dei Gigolé con la sua motocicletta con sidecar trasformata in motocarro.
Luigi, il capostipite dei Gigolé con la sua motocicletta con sidecar trasformata in motocarro.

Tony Graffio: Luca, puoi spiegarmi dove ci troviamo?

Luca: Siamo a Chiaravalle, a 500 metri dall'uscita Ancona Nord dell'autostrada. Questo posto nasce come un negozio di abbigliamento, ma poi a causa delle passioni di mio padre diventa un magazzino dove si può trovare di tutto.

TG: Davvero di tutto?

Michele: Certo, anche le produzioni teatrali e cine-televisive si rivolgono a noi per le richieste più strane.

TG: Non manca proprio niente?

Michele: Cosa ti potrebbe servire? O che cosa vuoi vedere qui da noi?

TG: Vorrei una moto Diesel per poter scorrazzare su due ruote anche in caso di "Day after".  Per caso voi ne avete?

Michele: Certo che ce l'abbiamo: E' una Royal Enfield con pochi chilometri all'attivo...

TG: Pazzesco, oltre all'F104 incastrato nel tetto e la Airstream anni '60 avete anche la Enfield Diesel... Luca, ma cosa vuol dire esattamente: Gigolé?

Luca: Mio nonno, il padre di mio padre suonava molto spesso una canzone di Carlo Buti dell'inizio degli anni '50 che si chiamava "Gigolette, Mademoiselle de Paris" e da lì ha preso il suo soprannome. Questo nome l'ha in qualche modo conservato la mia famiglia e mio padre l'ha dato alla nostra attività commerciale. E' mio nonno che ha iniziato questo tipo di attività nel dopoguerra andando a vendere la sua merce proveniente dall'America nei primi mercati e suonando Gigolette con la fisarmonica.

TG: Che attinenza c'è tra il Gigolé ed il Basement Party.

Luca: Il Basement Party, come Gigolé nasce nelle strade e nelle piazze, per questo ci piace raccogliere le spinte che provengono dal basso che aspirano a diventare arte e sostenerle per farle crescere.

TG: Bene, bell'idea, ma adesso vorrei sentire anche come vostro padre mi racconta la storia di vostro nonno.

Silvano: Luigi Cardinali, mio padre, nel dopoguerra ha iniziato a vendere abbigliamento di casa in casa, dopo è passato ad una bancarella trasportata da una vecchia Moto Guzzi, come puoi vedere in una bella fotografia storica che risale al 1949, circa. In un altra fotografia d'epoca puoi vedere anche mio fratello che essendo 10 anni più grande di me, già seguiva le orme di nostro padre. La cosa sorprendente è che se osserviamo la mercanzia in vendita sulla bancarella, ci accorgiamo che è simile ai prodotti che vendiamo adesso, c'è il bomber ed altri prodotti che si usano ancora.

TG: Sembrano quasi personaggi del cinema Neo-realista...

Silvano: Eh, sì, siamo molto nello stile Neo-realista...

TG: A parte il genere militare, com'è nata la passione per gli aeroplani e l'aviazione?

Silvano: quella è una mia passione, ma fa parte del nostro DNA, perché abbiamo sempre avuto voglia di cercare cose particolari e di andare a scovare gli oggetti più improbabili e originali. Vogliamo che gli oggetti siano in grado di trasmettere un'emozione in chi li acquista, ma anche in chi li vende.

TG: Insomma, trattate gli oggetti di modernariato un po' come si tratta l'arte...

Silvano: Eh sì, è un po' così.

TG: E il Lockheed F 104 da dove arriva?

Silvano: L'abbiamo preso a Roma da un rottamaio; io ho fatto il servizio militare nella vigilanza dell'Aeronautica presso l'aeroporto Miramare di Rimini, li ho sorvegliati per un anno quei caccia e così mi è venuto il "pallino" per questi aeroplani. Quando per caso l'ho trovato, me lo sono portato a casa.

TG: E' costato tanto?

Silvano: Sì, abbastanza. Per un'altra persona un'impresa di questo tipo sarebbe stata una pazzia, per me invece è stato un divertimento. Bisogna sapersi muovere tra arte sacra e profana, con gusto...

TG: Hai anche qualche fotocamera aerea?

Silvano: No, ho un Hasselbad, ma non è quella che è stata sulla Luna, niente di particolare.

TG: Capisco. Proiettori cinematografici da 35mm?

Silvano: Qualcosa dovrei avere in giro, in magazzino...

TG: Bene, ho visto che avete un binocolo-fotocamera da spia, ma non me lo volete vendere...

Silvano: Eh sai quella è robetta molto particolare...

TG: Hai ragione. E come ti trovi con la Enfield Diesel?

Silvano: L'ho usata qualche volta, ma sai, vibra anche più di una Harley...

TG: Immagino... Silvano, toglimi un'ultima curiosità... Conosci Simona Cardinali oppure è solo una vostra omonima?

Silvano: Certo che la conosco, è mia figlia!


Gigole f 104 Starfighter
Luca e Michele

Nel corso dell'intervista ho avuto il sospetto di aver fatto la domanda sbagliata chiedendo il motto di famiglia, perché questo è quello che mi hanno detto Luca e Michele...

"Possiamo farci sorprendere da tutto, ma non dai nostri clienti." Questo è il motto di Michele

"I clienti non ci sorprendono, ma ci sorprende tutto il resto." Questo è il motto di Luca. 

Altra versione del motto di famiglia: "Possiamo farci sorprendere dalle diavolerie, ma non da tutto il resto..."

Versione definitiva concordata dei due fratelli: "Solo le vere sorprese possono sorprenderci!"


E visto che mancano un paio di settimane a Natale gustiamoci in anteprima le borsette con l'albero natalizio e la neve; la televisione che è sempre sintonizzata sul canale del negozio del Christmas Store e altre diavolerie recuperabili solo da Gigolé.


giovedì 7 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 17a Parte: Alberto Forstner

"Un divorzio apre sempre le porte dell'inferno..." A.F.

Venerdì 17 novembre 2017, al Man Cave di Jesi. Appena terminata la sua perforance, mi sono avvicinato ad Alberto Forstener per sentire le sue sensazioni a caldo e fargli un paio di domande.


Alberto Forstner dal vivo al Man Cave di Jesi.
Alberto Forstner dal vivo al Man Cave di Jesi.

Tony Graffio: Com'è andata Alberto?

Alberto Forstener: Per me, bene mi sono divertito, ma dovete dirmelo voi...

TG: Ci siamo divertiti anche noi e ti ringraziamo per questo. Vuoi raccontarmi qualcosa di te? Hai utilizzato una delle tue chitarre?

AF: Certo, tutto quello che ha suonato questa sera l'ho costruito con le mie mani, tranne gli amplificatori. Parlo delle chitarre... Faccio questi lavori a tempo perso perché io mi occupo di altre cose.

TG: Che lavoro svolgi normalmente?

AF: Io sono allievo maestro d'ascia presso un cantiere nautico in Romagna. Sono uno degli ultimi artigiani che fa questo lavoro.

TG: Beh allora hai un ottimo rapporto con il legno...

AF: Effettivamente... è così!

TG: Otto o nove anni fa ero andato a vedere una splendida péniche d'occasione a triplo fasciame che nessuno sapeva risistemare, averti conosciuto allora, forse mi avrebbe fatto propendere per l'acquisto ed un cambiamento di vita che poi non c'è stato. Era una barca meravigliosa, unica! Il prezzo era molto buono proprio perché da loro, in Francia, non c'era più nessuno in grado di metterci mano.

AF: Pensa te! Io difatti sono di Tavullia, ma dico Cattolica... La persona con la quale lavoro è l'ultimo maestro d'ascia della Riviera.

TG: Interessante, vi verrò a trovare.

AF: Grande!

TG: Il tuo lavoro è già molto interessante, ma hai voluto ugualmente fare qualcosa di creativo in campo musicale...

AF: E' così! Il mio capo m'insegna a fare le barche e io a mia volta gli insegno a fare le chitarre. Collaboriamo sempre.

TG: Posso farti una fotografia?

AF: Mi piacerebbe, ma adesso devo smontare le mie cose per fare spazio ai Plutonium Baby.

TG: Ok, allora continueremo l'intervista domani in Corso Matteotti, al Cotton Club.

Il giorno seguente al Cotton Club si stava diffondendo la notizia che il Colle der Fomento non sarebbe arrivato a Jesi per il concerto programmato per sabato 18 novembre al TNT.

Murder Farts: Evviva Gesù!

Tony Graffio: (scherzosamente a Paulette Du ed ai Plutonium Baby che avevano suonato la sera prima al Man Cave) Allora ragazzi, ho saputo che questa sera suonerete insieme a quel che resta degli Stynky Rats al TNT, siete pronti?

Paulette Du: Ehhhh?! (risata)

Tony Graffio: Purtroppo questa sera qualcuno ha dato forfait senza preavviso e mi è stato comunicato dagli organizzatori che voi li sostituirete...

Murder Farts: A me mi piace fumare e le donne con le tette piccole...

Paulette Du: Con le tette piccole? E anche con i baffi?

Tony Graffio: E per quel che riguarda il concertone di questa sera?

Paulette Du: Formazione inedita... Ho sentito che suonerai anche tu...

Tony Graffio: No, questo lo escluderei a priori.

Paulette Du: Io so che canterai una canzone stasera...

Tony Graffio: Penso proprio di no... Forse, avrei dovuto farlo col Colle der Fomento, ma loro non si sono fatti vivi...

Paulette Du: Ma dai? Non sono arrivati?

Tony Graffio: Suonate Voi?

Paulette Du: Noi siamo sempre pronti! Almeno mi sveglio un po'... se c'è da suonare, perché no?

Simone Lucciola: Manca un batterista, ma non è un problema. Io sono un ottimo batterista, ma non so suonare il pedale... Suoniamo in Lo-Fi senza pedale... A che serve il pedale?

Tony Graffio: Ok, vado a sentire se anche il cantante degli Stinky Rats è pronto...

Plutoniom Baby: Va bene, prova a chiederglielo...

Giampo Coppa: ...affanculo... tra quelli che tornavano dalla partita e quelli della casa... Poi è finita lì. Hanno riaperto le finestre del locale dove suonavamo... Capito?

Tony Graffio: Giampo!

Giampo Coppa: Dimmi...

Tony Graffio: Hai avvisato il gruppo?

Giampo Coppa: Quale Gruppo?

Tony Graffio: Gli Stinky...

Giampo Coppa: Gli Stinky Rats? Stavo parlando proprio di questo...

Nando Luconi: Mi sto commuovendo... è da due giorni che stiamo parlando di Punk...

Tony Graffio: Giampo, ripassa i testi stasera devi suonare con i Plutonium Baby il Colle der Fomento s'è perso per strada...

Nando Luconi: La notizia non è ancora ufficiale...

Tony Graffio: Ok, ma Giampo deve saperlo, come può prepararsi altrimenti?

Giampo: Ah hanno fatto pacco? Ahi ahi ahi... Ma non c'è problema, io so tutti i pezzi a memoria, se vuoi te li canto anche adesso...

Tony Graffio: Va bene, allora lo comunico a Sonny, Voi siete pronti, perfetto!

Sonny Alabama: Siamo in una fogna ragazzi!

Tony Graffio: Non preoccuparti Sonny, ci pensano gli Stinky Rats ed i Plutonium Baby a risollevare la situazione...

Sonny Alabama: Certo, gli Stinky Rats ci piacciono perché sono dei simpatici topi di fogna psichedelici...

Tony Graffio: Ma i Fomento hanno dato buca?

Sonny Alabama: Non si è ancora capito bene il perché... spero che ci sia una buona ragione che possa spiegare questa assenza.

Tony Graffio: Manderemo sul palco gli Stinky Rats?

Sonny Alabama: Gli Stinky Rats ci stanno benissimo, ma poiché la serata è prettamente hip-hop-rap, sono confermati i Banana Spliff ed i tre Dj set.

Tony Graffio: Ti invito a consegnare a tutti la loro zucca da customizzare con un disegno che rappresenti il loro personaggio preferito.

Sonny Alabama: Lo farò appena si presenteranno al bar, cosa che vista la loro attitudine al bere, credo accadrà rapidamente. Lo ricorderò a tutti, mio caro.

Tony Graffio: Giampo, mi spiace il grande ritorno degli Stinky Rats è rimandato, ma puoi consolarti disegnando una zucca che poi entrerà nella collezione privata di Tony Graffio, oppure vedremo di organizzare un'asta benefica. Ecco la zucca...

Giampo Coppa: Ce li hai i pennarelli?

Tony Graffio: Eccoli, puoi metterti al lavoro anche adesso...

Giampo Coppo: Va bene te la faccio subito.


Giampo Coppa alle prese con la zucca decorativa che Tony Graffio ha dato da illustrare a molti artisti presenti al Basement Party.
Giampo Coppa alle prese con la zucca decorativa che Tony Graffio ha dato da illustrare a molti artisti presenti al Basement Party.

Tony Graffio: A ecco che c'è anche Vanity Vany, diamo anche lei una zucca magica... Guarda la puoi scegliere da questa cassetta qua per terra!

Vanity Vany: Grazie, poi te la riconsegnerò decorata con un bel pirata!


Alberto Forstner e la chitarra "pitonata"
Alberto Forstner e la chitarra "pitonata"

Tony Graffio: Perfetto! ...Ah ma guarda, finalmente ritrovo Alberto Forstner... Dov'eravamo rimasti ieri? Raccontami tutta la tua vita in un minuto!

Alberto Forstner: Ah Madoscka, ma per tutta la mia vita ci vuole più di un minuto!

TG: Ok, facciamo un minuto e dieci secondi.

AF: Allora... Parto da dove ho cominciato a capire qualcosa della mia vita o prima ancora?

TG: Facciamo da quando eri solo uno spermatozoo.

AF: Lo spermatozoo è arrivato a 14 anni a suonare in un garage con gli amici... Alberto Forstner è nato a Rimini, ha la mamma romagnola e sono romagnolo al 100%

TG: Scusa ma Forstner è un nome d'arte? 

AF: No, è il nome di mio papà che è tedesco di Dortmund.

TG: Allora non puoi essere 100% romagnolo...

AF Invece sì, sono 100% romagnolo.

TG: Va bene, se lo dici tu, sarà così...

AF: Da ragazzo sono partito a fare la mia musica; ho girato un po' il mondo e poi sono tornato a casa.

TG: Hai girato per l'emisfero australe o boreale?

AF: Adesso mi metti in crisi... comunque sono andato in UK; USA, Messico, Europa; poi sono tornato a casa e mi sono sposato.

TG: Hai suonato in tutto il mondo come One man band?

AF: No, ho fatto esperienze di vita, lavorando in giro e osservando quello che succede nel mondo. A 22 anni sono tornato a casa, dopo aver viaggiato per tre anni. Mi sono sposato con la mia ex-moglie; ho cresciuto un figlio; ho lavorato e poi mi sono ributtato nella musica. Fortunatamente, sono tornato a vivere, perché nel periodo che avevo una famiglia mi ero spento; poi un bel giorno mi sono reso conto che la mia vita non era quella.

TG: Qual è la tua vera vita?

AF: Questa! Mi sono rimboccato le maniche, ho chiuso una situazione che non funzionava e mi sono detto: "Devo fare così, perché si vive una volta sola.".

TG: Quando hai iniziato a vivere la tua seconda vita?

AF: Sui 35 anni mi sono riavvicinato alla musica. Si sa che un divorzio apre le porte dell'inferno. Sono rimasto sul lastrico su tutti i fronti; ho dovuto adeguarmi per continuare a suonare ed ho iniziato così ad autocostruirmi le mie chitarre con quello che rimediavo.

TG: Ti ritieni un chitarrista?

AF: Mah, potrei definirmi tale... anche se non so esattamente cosa sono. Quando ho la chitarra in mano mi sento me stesso. Non conosco la musica, suono ad orecchio e vado avanti così. Ero arrivato ad un punto che ho deciso di costruirmi i miei strumenti musicali da solo. Una marea d'anni fa, ho visto una persona suonare per strada da sola e questa è una cosa che mi ha flashato molto. Poiché mi sono sempre trovato in rotta di collisione con tutte le persone con cui ho suonato; ho deciso di suonare definitivamente da solo. Mi sono costruito una batteria ed ho iniziato così a suonare da solo. Porto avanti questa passione, come ti dicevo ieri, insieme al mio lavoro al cantiere navale.

TG: Alberto, ma quella che vedo in quell'angolo è una chitarra elettrica pitonata?

AF: Sì, vero pitone. Mi dispiace per gli animalisti che mi odieranno, ma un mio carissimo amico mi ha fornito la materia prima.

TG: Ti credo, c'è anche tantissima gente che odia i serpenti...

AF: Gli amici che sanno che faccio questi lavori con materiali di riciclo mi passano resine, plastiche ed altri materiali. Un amico che lavora per un noto stilista mi porta dei tessuti e dei campioni di materiali fantastici, perché c'è chi mi chiede di fargli una chitarra con pelli particolari.

TG: Quella chitarra è stata fatta su commissione?

AF: No. E' nata da un'idea di un mio amico che ha salvato il pitone che sarebbe stato altrimenti trasformato in un paio di stivaletti.

TG: Adesso quel pitone vivrà una vita eterna sotto forma di chitarra.

AF: Eh già.


Paulette Du prova la chitarra "Bastarda" di Forstner.
Paulette Du prova la maneggevolezza della chitarra "Bastarda" di Forstner.

TG: Alberto, conosci Paulette Du?

AF: Sì, l'ho conosciuta ieri sera al Man Cave.

TG: Paulette, vieni qua con noi, tu che suoni la chitarra dacci un parere sui lavori che fa Alberto...

Paulette Du: Ti dirò subito quella che mi piace di più. Ma se poi te lo dico me la regala la chitarra?

TG: Può essere, faremo una specie di lotteria o di concorso e poi vedremo...

Paulette Du: Mi piace quella là, quella con la stellina!

TG: Perché proprio quella?

Paulette Du: Mi piace la sua forma che è la più particolare di tutte. Sembra un'astronave...

TG: E quella pitonata?

Paulette Du: Bellissima, indubbiamente, ma io sono per le linee più spaziali.

TG: Alberto,come si chiama la chitarra con la stellina?

AF: La Bastarda.

Paulette Du: Quindi a me piace la Bastarda?

AF: La Bastarda è irripetibile, l'ho creata per me stesso in un attimo di follia,dopo mesi e mesi di lavoro.

Paulette Du: Hai visto? Ed io l'ho beccata al primo colpo, da inesperta quale sono...

TG: Ti va bene anche se c'è appiccicata sopra una donnina  ammiccante nello stile di quelle che i camionisti mettono sui loro TIR?

Paulette Du: Certo!

AF: Quella donnina porta fortuna è la pin-up da camionista.

TG: Ma allora è una chitarra da camionista... E come suona?

AF: A me piace molto come suona. Quella è una chitarra particolare, anche perché ha due uscite ed ha un sistema di amplificazione separato. Va bene in un uscita col pick-up in un ampli, sia col pick-up centrale da basso. Quindi con le prime 4 corde quella chitarra mi diventa un basso.

Paulette Du: Quella sarebbe proprio la chitarra ideale per me...

AF: Se vuoi la posso replicare, la posso fare anche pitonata rosa con le paiettes.

Paulette Du: Va bene, e me la compra Tony Graffio... Me la regala lui.

TG: Quanto costa? Sconto Basement eh!

AF: Con lo sconto Basement non ne ho idea, ci devo veramente ragionare... Più che altro per il tempo che mi richiede un lavoro di quel tipo.

Paulette Du: Tu pensaci bene...

TG: E poi ce lo comunichi...

AF: Va bene.

TG: (Rivolto a PDU) Certo che tra te e Murder Farts che mi voleva scroccare un pranzo non avete nessun ritegno eh?

(Risate)


I Plutonium Baby ed i loro uomini di fiducia, inclusa la Santissima Trinità has pranzato alla Trattoria della Fortuna di Jesi (c'è sempre bisogno di buoni auspici...). Il pranzo non è stato offerto da TG.
I Plutonium Baby ed i loro uomini di fiducia, inclusa la Santissima Trinità ha pranzato alla Trattoria della Fortuna di Jesi (c'è sempre bisogno di buoni auspici...). Sotto al fotogramma di Alberto Sordi tratto da Un Americano a Roma, Andrea BJ.
Il pranzo non è stato offerto da TG.

TG: Altro che Santissima Trinità! Anche la Bastarda è fatta con pezzi di recupero?

AF: Sì, con la resina. Gli ho fatto uno stampo e l'ho preparata.La chitarra nera invece è stata fatta con i legni della panchina che c'era nel parco dietro a casa, esattamente a Monte Albano, un quartiere sopra Cattolica. Erano mesi che la vedevo lì, ho smontato una tavola della panchina ed ho costruito la chitarra. Quello invece era un vecchio skateboard che avevo l'altra invece era una tavola del porto d'ormeggio dove lavoravo anni fa, a Porto Verde, dove lavoravo come ormeggiatore.

TG: Non bisogna invitarti mai a casa...

AF: Meglio di no, poi sparisce molta roba... anche perché il mio problema è che quando vedo un oggetto, già mi immagino una chitarra.

TG: Quante ne hai create fino ad adesso?

AF: Una quarantina.

TG: Nile Rodgers, il chitarrista degli Chic aveva una chitarra molto particolare assemblata con il corpo di un modello e il manico di un altro tipo. Questo fatto conferiva elasticità all'insieme e una certa flessibilità anche al suono. Anche quella era una chitarra bastarda, ma lui afferma che suonasse da Dio, proprio per la sua diversità rispetto alle altre.

AF: Può essere.

TG: Ti è mai capitato di fare impianti di quel tipo?

AF: Quando ho riciclato vecchi manici di chitarre, ho inserito un manico Fender originale in un legno trattato da me.

TG: Certo tu sei quasi maestro d'ascia, chissà cosa riesci a fare... Paulette, non scappare, fai una domanda da chitarrista a chitarrista/costruttore/artista, per favore. Una domanda al poeta della chitarra e delle panchine...

AF: Semplicemente ad Alberto...

Paulette Du: Vediamo, cosa potrei chiederti... Mi regali quella chitarra?

TG: Sembra che ci stia pensando...

AF: Sarò sincero: no. Quella è nata esclusivamente per me.

TG: Paulette, hai scelto la chitarra sbagliata, ci dispiace...

AF: E così per tutte le chitarre, fino a che non faccio una chitarra nuova che mi esalta ancora di più.

TG: Perlomeno siamo sicuri che le tue creazioni piacciono!

AF: La Bastarda è veramente frutto di ricerche approfondite. Sono 15 anni che mi occupo di queste cose!

TG: Glie la possiamo almeno dare in uso per un mese, per il prossimo Tour dei Plutonium Baby?

AF: Quello sì.

Paulette Du: Ma non è che mentre la uso si spacca qualcosa, vero?

AF: Può capitare, perché sono artigianali, è normale. Ma il problema non è quello, il fatto è che tutti coloro che hanno comprato una mia chitarra, poi ne hanno presa un'altra. Una volta che la usi, non ne puoi più fare a meno.

TG: Facci qualche nome.

AF: Un grande appassionato delle mie chitarre è Daniele Flower che suona nei Gentlemens, è anche lui un one man band.

TG: Lo abbiamo conosciuto lo scorso marzo.

F: Lui è andato via di testa per una chitarra che gli ho costruito tempo fa. Un altro chitarrista è Bruno Gordo, sempre un one man band che aveva bisogno di uno strumento particolare. Anche Raul Cremona ha una mia chitarra, è interessante perché lui è un comico di Zelig. L'ho conosciuto anni fa, l'ho portato a casa mia ed abbiamo suonato insieme, lui è anche un ottimo musicista e siamo ancora in contatto perché è una persona eccezionale.

TG: Perché il tuo marchio si chiama Insane Looser?

AF: Perché io mi ritengo non adatto a questa società, tutte le mie cose iniziano bene e poi finiscono male. Insane Looser va inteso come insano inconcludente...

TG: Traducimelo in romagnolo Insane Looser

AF: T'si un por sfighé

Paulette Du: Un povero sfigato...

TG: Però, la cosa peculiare di questo stand, che secondo me potrebbe essere il più bello del Basement...

AF: No, dai...


Forstner si definisce un insane looser...
Forstner si definisce un insane looser... Sulle ginocchia ha la sua chitarra/skateboard. Notare il pavimento a scacchi...

TG: E' il pavimento! Tu sei l'unico che s'è portato il pavimento da casa! Io la macchina da scrivere, ma non è niente al confronto della tua istallazione scenografica.

AF: E' il pavimento che uso in casa, perché se montassi tutto così in casa quando suono spaccherei il pavimento. Lo faccio per non scivolare perché quando suono avanzo di 10 centimetri alla volta e mi devo legare da qualche parte.

TG: Ormeggiare, allora... Grazie Alberto, grazie Paulette, adesso consegnerò anche a voi una zucca che potrete trasformare come volete disegnadonci sopra qualcosa che richiami le vostre passioni, artistiche o d'altro tipo...


Alberto Forstner, Paulette Du, la chitarra Bastarda, la piccola zucca da decorare e sulla sinistra le stampe alla cianotipia di Werther Zambianchi che ha latitato durante tutto il Basement Party... ma non importa, noi (quasi) tutti resteremo sempre col Basement sul ...cuore!

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