martedì 28 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 13a Parte: David "Panic" Campana

"Quando il soggetto che sto dipingendo è una figura umana, il dettaglio che lascio per ultimo sono gli occhi. Una volta realizzate le pupille il dipinto prende vita." Panic

Per vedere l'esposizione di David "Panic" Campana sono andato al Comida, in via della Vittoria 61, dove il Basement Party aveva uno dei suoi poli esterni di riscaldamento per la festa che poi è continuata con concerti dal vivo e Dj set in altri locali cittadini.

David Panic Campana al Comida
David Panic Campana al Comida

Tony Graffio: Panico, chi sei?

Panic: Mi chiamo Davide Campana, sono un ragazzo di Chiaravalle, in provincia di Ancona, ho 37 anni. Sono nato nel 1980, non so se me lo volevi chiedere, ma io disegno da quando avevo 16 anni, cioè dal 1996. E' da quell'anno che ho iniziato a firmarmi: Panic.

TG: A chi fai paura?

Panic: In realtà, il motivo di questo soprannome è tutto l'opposto di quello che si potrebbe credere. Non deriva da voler essere un bel tenebroso hardcore, ma mi arriva da alcuni amici che mi prendevano in giro quando giocavamo a pallacanestro, la storia è un po' lunga...

TG: Beh, noi abbiamo tempo, se vuoi ce la puoi raccontare...

Panic: Ah, va bene, a me piace la pallacanestro, la NBA quella storica di Michael Jordan e di quei giocatori. Avevo le partite del Dream Team registrate sulle videocassette VHS, quelle che ormai sono diventate cimeli da collezionisti. Nella nazionale americana, all'epoca giocava anche Dominique Wilkins; ad ogni clip del giocatore era associata una canzone, per la maggior parte Hip-hop, Funky e roba del genere, una di queste canzoni si intitolava Manic Panic e siccome quando giocavo sotto-canestro facevo più male che risultati, inavvertitamente ovviamente, mi prendevano in giro.

TG: Quando arrivavi scappavano tutti...

Panic: No, perché una volta ho quasi spaccato il setto nasale ad un amico, ma non ho fatto apposta...

(Risate)

TG: Chissà poi quando ti arrabbi...

Panic, Ma no, figurati, è proprio l'opposto, a parte che io non mi arrabbio mai...

TG: Ok, Panic e tu ti esprimi con la Spray-art?

Panic: Sì, dipingo con gli spray ormai da 21 anni...

TG: Ti commissionano dei lavori?

Panic: Sì, da quando ho deciso che volevo fare questo lavoro. Le carte giuste le avevo, quindi perché non mettere a frutto queste capacità? Nel 2014, ho proposto per la prima volta un mio progetto legato alla Divina Commedia. Ovviamente, non l'ho venduto perché è un progetto di presentazione e da lì sono partite diverse commissioni...

TG: Dove l'hai esposto?

Panic: A Roma, ma anche a Monaco.

TG: Dove a Monaco?

Panic: Nell'ambito di un'estemporanea di vari artisti: italiani e stranieri. Tra circa una ventina di artisti italiani c'ero pure io, grazie ad una galleria d'arte di Roma che mi aveva proposto di andare in Germania.

TG: Bene. Tu hai ideato questa Commedia Media.com per ricordarci che la nostra vita è una finzione umana?

Panic: Bravo, quello è! Dall'inizio alla fine, infatti nella tela iniziale c'è un occhio in cui si riflette un feto e quello è il cerchio della vita...

TG: Bellissimo! Quindi tu sei un ciclico?

Panic: Sì un ciclico.

TG: Perché la realtà c'è chi la interpreta in maniera lineare e chi invece in modo ciclico...

Panic: Mi sento più spiralico allora... che vuol dire non essere sempre uguale. Semiologicamente parlando qualcosa rimane; ovviamente il progresso avanza e qualcosa cambia sempre.

Inferno Canto III - Panic
Inferno Canto III - Panic

TG: Inserisci dettagli importanti negli occhi perché gli occhi sono gli elementi più espressivi della persona?

Panic: E' una cosa che hai sentito te? Oppure hai letto la mia presentazione scritta?

TG: Beh, è un fatto risaputo...

Panic: A me piace molto il figurativo, rappresento molto le persone e gli animali: gli occhi sono la base di tutto, infatti li dipingo sempre alla fine, perché nel momento che metti loe pupille esce la personalità di chi rappresenti, se hai fatto un lavoro fatto bene...

TG: Quindi avere le pupille rosse piuttosto che nere, o bianche ti dà qualcosa in più?

Panic: Il personaggio che vedi alle mie spalle è l'eccezione: lui è Satana che si fa il selfy. Quando ho iniziato a illustrarlo io era la prima volta che s'incominciava a parlare diffusamente di questo gesto.

Canto XXIV Lucifero si fa il selfy davanti ai dannati - Panic
Canto XXIV Lucifero si fa il selfy davanti ai dannati - Panic

TG: E' vero, eravamo intorno al 2013/2014.

Panic: Per esprimere un discorso di contemporaneità, ho pensato proprio a Satana che si faceva un selfy. L'idea di Lucifero, in quanto angelo portatore di luce non è brutta, quindi ho pensato ad un bel ragazzo all'Inferno che si fotografa con tutti i dannati sofferenti dietro a lui. Hai visto com'è soddisfatto?

TG: Mamma mia! Panico e paura! Assomiglia vagamente a qualcuno, ma non so dire a chi...

Panic: E' un volto che ho preso da una fotografia sul web, dovrebbe essere il marito di una tennista famosa.

TG: Hai messo insieme varie cose...

Panic: Bravo, poi ho lavorato con Photoshop per montare le varie immagini le une sulle altre. Le monto e poi le dipingo.

TG: Lavori solo con gli spray o anche con altre tecniche?

Panic: Preferisco gli spray, però se devo usare i pennelli, lo faccio. La mia idea è quella di spingere lo spray fino al limite, anche sulle superfici piccole. Le tele che vedi qua sono di cm 50X50, di solito che lavora con gli spray in una dimensione così dipinge solo un occhio.

TG: Sono tele intelaiate?

Panic: Sì.

TG: Infatti, non è abituale fare lavori di questo tipo, così piccoli...

Panic: Però, ci si può arrivare... Il mio punto di riferimento è Eron.

TG: Per le scritte in stile televisivo CNN hai realizzato degli stencil?

Panic: Esatto. Ho voluto dare un po' più di profondità e rendere l'immagine ancor più contemporanea fino ad arrivare all'occhio del Grande Fratello ed all'occhio televisivo che in qualche modo richiama anche i cerchi delle cantiche e i gironi dell'Inferno.

TG: La tua arte è proprio l'espressione dei nostri tempi?

Panic: Lo spray è questo. Gli stencil li uso solo per le scritte o per i dettagli, quando serve e se serve è qualcosa di voluto.

TG: Benissimo. Domani ti consegnerò un oggetto misterioso che tu accetterai e poi dovrai decorarlo, come stanno facendo altri artisti presenti al Basement. Poi me lo riconsegnerai e faremo una piccola esposizione dei vostri lavori. Ok?

Panic: Ok.

TG: Potrai customizzarlo e trasformarlo in un personaggio presente nella Divina Commedia, se vuoi.


Panic: Va bene.

TG: Alla fine, poi ti farai un selfy con la tua opera e me lo spedisci, così potremo aggiungerlo a questa pagina.

Note biografiche di Davide Campana
Dopo la maturità scientifica, si laurea presso l'Università Alma Mater di Bologna alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di arti visive (DAMS), specializzazione in Arti visive, con la tesi di laurea dal titolo: "Tracce di colore con un codice, per una semiotica del writing".Già dai primi anni bolognesi collabora in maniera sempre maggiore con Speeddrawing5, studio di documentazione tecnica, specializzandosi in disegno tecnico e acquisendo nozioni sulla manualistica, sulle documentazione tecnica e sulla grafica in generale.Il percorso di studi si evolve parallelamente a quello lavorativo; dopo Bologna, Campana frequenta a Roma l'Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, affinando le conoscenze del percorso accademico e diventando così un grafico pubblicitario a tutti gli effetti.La passione per lo spray continua e, col tempo, quello che per anni è stato un semplice hobby si rivelerà qualcosa di più: gli vengono commissionati i primi lavori, sia per abitazioni private sia per locali e/o negozi aperti al pubblico.Il supporto utilizzato varia dalle pareti (interne e/o esterne) alle tele e ai pannelli di misura ridotta.

Presentazione di Media.com

Che cos'è la Divina Commedia dantesca, se non la storia dell’essere umano e del suo rapporto con l'Aldilà?
Nella società contemporanea questo rapporto ha assunto un carattere molto diverso rispetto a 700 anni fa. L'avvento dei nuovi mass-media ha fatto si che "la conoscenza" sia immediata e alla portata di tutti, causando così un sovra-dosaggio di informazioni che ha scardinato le abitudini, i ritmi e i valori di un tempo. Oggi, quello che conta è apparire e ciò che assume un ruolo fondamentale non è più il messaggio che si vuole comunicare bensì "il messaggero". Di conseguenza, anche il rapporto dell'uomo con l'Aldilà entra in crisi e viene ridimensionato ad una condizione paradossalmente più effimera, come se fosse soltanto un'immagine all'interno di uno schermo televisivo.


L'ambiente amichevole e rilassante del Comida

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