martedì 14 febbraio 2017

Richard Tuohy e Dianna Barrie, due cineasti sperimentali a Unzalab

Unzalab
Lo scorso 30 giugno 2016, mi sono recato presso l'Associazione Unza, a Nigurda, per vedere alcune proiezioni di film sperimentali in 16 mm realizzati da Richard Tuohy e Diana Berrie.
Come spesso mi succede, non sapevo esattamente a che cosa sarei andato incontro; ho visto casualmente alcuni volantini appesi in zona Isola che hanno attirato la mia attenzione, da lì ho voluto approfondire per capire meglio se poteva trattarsi di un'occasione interessante per assistere a qualcosa che valesse la pena di vedere. Ho subito inviato una email al contatto che veniva indicato su quei fogli e dopo qualche ora sono riuscito ad avere il numero di telefono di chi stava organizzando l'evento.
Francesco Tartaglia, all'interno di Unzalab, da tempo porta avanti un progetto culturale molto importante per proporre attività cinematografiche underground, workshop, conferenze, proiezioni e un laboratorio di sviluppo e di camera oscura per il Super 8, il 16mm e la fotografia chimica (ovviamente). Questo laboratorio e questo gruppo di persone non hanno una finalità commerciale, ma si basano sullo scambio del sapere, sul DIY e sul fare tutti insieme.


Dianna Barrie e Richard Tuohy preparano i proiettori 16mm per la proiezione del 30 giugno 2016 a Unzalab.

Richard Tuohy è un personaggio eccezionale del panorama della cinematografia sperimentale internazionale; se non fosse stato per Francesco che l'ha portato intelligentemente a Niguarda, facendogli fare una piccola deviazione da un percorso che dall'Australia lo stava portando in Francia, approfittando di pochissimo tempo per la sosta a Milano, probabilmente non avremmo avuto modo di vedere e di conoscere un grande creativo che ci ha dato la possibilità di riflettere e di capire che anche con mezzi modesti si possono fare cose strepitose.
Francesco e Richard si sono conosciuti a Zagabria nel 2011, in occasione di uno degli incontri tra appassionati e sperimentatori di film a passo ridotto (i formati più piccoli del 35mm) che periodicamente vengono organizzati in varie parti del mondo e costituiscono momenti fondamentali di scambio e di confronto tra questi "Artist-run film lab" presenti anche nei posti più sperduti del pianeta.
Nel luglio del 2016 c'è stato un meeting a Nantes e proprio in un momento apparentemente solo di transito verso la città bretone che Tuohy è stato intercettato e convinto a presentare in anteprima i suoi lavori al pubblico accorso a Unzalab. Sabato 2 luglio 2016, Richard Tuohy ha poi tenuto un workshop per spiegare ai partecipanti i suoi metodi di intervento manuali sulla pellicola.
Sorprendentemente, il Super 8 ed il 16 mm esprimono un linguaggio cinematografico che ha ancora qualcosa da dire e da mostrare. Al workshop hanno partecipato artisti e fotografi che cercavano nuove vie per sperimentare con le immagini in movimento, a riprova che c'è un interesse sempre vivo verso un mondo che forse qualcuno pensava di aver archiviato da tempo. Probabilmente, per qualcuno l'utilizzo della pellicola può essere vista come un approccio nostalgico verso qualcosa di cui si ha sentito parlare senza aver avuto occasione di usare, ma è anche vero che la pellicola è forse l'unica alternativa per poter lavorare con uno strumento che permette di esprimersi con un linguaggio diverso da quello digitale e diventa in questo modo una scelta creativa importante.


Fotogramma tratto da Etienne's hand un film sperimentale di Richard Tuohy

Fotogramma tratto da Etienne's hand un film sperimentale di Richard Tuohy

Richard Tuohy ci ha raccontato di passare molto tempo con la macchina per lo sviluppo, con la macchina che stampa la pellicola a contatto e con la stampatrice ottica. Per lui, lavorare con la pellicola è molto interessante di questi tempi perché chi decide di lavorare con tutto il processo produttivo del cinema ha modo di capire come avvengono certi passaggi e come può intervenire sull'immagine, al di fuori della cinepresa o del proiettore, sull'altra metà della lavorazione che per l'appunto avviene in laboratorio. 
Già da qualche tempo, gran parte del materiale che viene utilizzato nei laboratori di sviluppo e stampa è stato gettato via. Se si è abbastanza fortunati da catturare queste attrezzature prima che raggiungano la discarica le si può sistemare a casa per farle nuovamente lavorare (Io purtroppo una decina di anni fa avevo sentito dire che lo Studio Lorenzetti stava per chiudere; ero riuscito a parlare con il figlio di Enrico Lorenzetti, ma avevo saputo che tutto era già stato irrimediabilmente buttato via). Richard è riuscito invece a recuperare qualcosa ed in due anni è stato in grado di far ripartire quelle apparecchiature installando le nel suo Nanolab, un laboratorio per lo sviluppo e la stampa di pellicole Super 8 e 16mm a Daylesford nello stato di Victoria, in Australia.
E' molto importante passare molto tempo con i propri materiali e attrezzature per imparare a capirli e ad usarli nel modo migliore. Solo così le persone possono riuscire ad ottenere ciò che vogliono dai loro strumenti. Questa è anche l'idea che esprimono i film che Tuohy ci ha mostrato quella calda sera d'estate in uno spazio di periferia, a Milano. 


L'Unzalab è in via Passerini, 18 a Milano

Trascorrere tempo con le proprie attrezzature è anche un buon investimento, perché imparare ad usarle bene significa risparmiare denaro quando si vuole realizzare qualcosa che non si sa in che altro modo poterlo fare. Se un pittore può lavorare in modo riflessivo usando in modo automatico i propri colori ed i propri pennelli sicuramente potrà lavorare ad un livello più elevato di chi non sa disegnare. Un bravo pittore dipinge senza nemmeno accorgersi di quello che fanno le sue mani, ma per arrivare ad un risultato di quel livello bisogna esercitarsi per molto tempo con pennelli, spatole e colori.
Per lo stesso motivo, chi fa film dovrà passare molto tempo con le macchine, perché la tecnica è fondamentale per realizzare
l'impresa che si desidera compiere.
Tuohy ha scelto proprio le mani per rappresentare simbolicamente il suo lavoro.


Un fotogramma di Dot Matrix di Richard Tuohy.

Dot Matrix, un esempio dei filmati di R.Tuohy
In Dots Matrix di Richard Tuhoy, due proiettori da 16mm vengono caricati con due film che contengono sequenze di punti di varie dimensioni che si muovono tremolanti sullo schermo. I punti sono stati stampati direttamente sulla pellicola con un pattern. La musica che si sente di sottofondo è prodotta dagli stessi puntini che sbordano nella zona dove viene letto otticamente il suono. 
Se i proiettori vengono fatti andare a velocità diverse si inseriranno nella proiezione anche delle immagini totalmente nere; se invece i due proiettori sono pressapoco sincronizzati alla stessa velocità si creano dei fenomeni di interferenza e l'immagine gradualmente cambia.

La sera del 30 giugno 2016 sono stati proiettati i seguenti film di Richard Tuohy e Dianna Barrie:

Crossing del 2016, 21 minuti di durata, formato 16mm.
Attraverso il mare. Attraverso la strada. Super 8 cross processing a grana grossa gonfiato in 16mm di riprese effettuate in Korea e Giappone.

Blu Line Chicago del 2014, 10 minuti di durata, formato 16mm.
Distorsioni architettoniche della terza città degli USA.

Last Train del 2016, 12 minuti di durata, formato 16mm.
Trovato negli archivi perduti del Laba Laba Lab. Metraggio da un trailer del film indonesiano "Kereta Api Terakhir" mischiato in elaborazioni chimiche girato in 7 diverse città e nessuna.

Etienne's Hand del 2011, 13 minuti di durata, formato 16mm.
Uno studio del movimento di una mano instancabile. Fatto da una ripresa di cinque secondi. Sonoro costruito da una vecchia melodia popolare suonata da un organetto a mano.

Ginza Strip del 2014, 9 minuti di durata, formato 16mm.
Una Ginza da ricordi  e da favola. Questo è il primo film finito usando il "Chromaflex", una tecnica sviluppata dal duo australiano. Si ricorre a molta manualità per selezionare aree della pellicola che vengono rese a colori, negative o in bianco e nero.

Dot Matrix del 2013, 16 minuti di durata, doppia proiezione di 2 rulli 16mm.
Proiezione di due film che si sovrappongono. I "punti" sono prodotti a contatto grazie a fogli traslucidi utilizzati per le illustrazione dei Manga. Questi punti sono stati stampati introducendo un effetto flicker alternando fotogrammi neri creando interruzioni stroboscopiche ai punti. I punti debordano anche ai limiti della pellicola producendo un suono particolare passando sotto la testina della lettura ottica del proiettore 16mm.

Prossimamente, pubblicherò per intero su ORPHO l'intervista in lingua originale che l'artista mi ha rilasciato dopo quelle proiezioni a Unzalab ed altre fotografie di quell'incontro. TG


Un momento della proiezione di Richard Tuohy e Dianna Barrie a Unzalab. (Crossing)

L'intervista completa in lingua originale la trovate sul sito di fotografia, immagini, tecniche antiche, pensieri, estetica, critica  e cultura cinematografica ORPHO, Ortodoxia Photografica.

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