mercoledì 31 dicembre 2014

Il trenino delle feste di Natale parte da Dergano

La Milano di Tony Graffio prosegue la valorizzazione e la diffusione di notizie riguardanti gli ultimi artigiani presenti in città.
In una società sempre più delocalizzata e virtuale è bello sapere che esistono ancora persone che fanno le cose per davvero con materiali naturali, in maniera tradizionale e con amore.

A Dergano, un quartiere nella periferia nord, tra Affori e Bovisa, in via Guerzoni angolo via Caianiello, 2 è presente da circa due anni un'associazione che promuove il riciclo ed il riutilizzo di oggetti di legno con l'impiego di attrezzi da falegnameria e liuteria.
Si tratta di un gruppo di 4 amici con diverse competenze professionali che hanno sentito l'esigenza di dar sfogo ai propri interessi e alle proprie passioni, coinvolgendo gli abitanti della zona in un laboratorio pubblico dove si praticano attività manuali per la riparazione d'oggetti d'uso comune, o la costruzione di qualsivoglia cosa progettata dal futuro utilizzatore.
Per accedere a questa falegnameria di quartiere basta pagare un euro per l'iscrizione annuale all'associazione di promozione sociale Terra del Fuoco e contribuire con 5 euro l'ora all'utilizzo dello spazio, degli utensili e per poter fruire dei consigli e dell'esperienza di Andrea Crivelli, Franco Gallerani, Massimo Alò e Mauro Poletti che ci seguiranno durante la realizzazione del nostro progetto artigianale.
In associazione vengono organizzati anche dei mini corsi professionali per l'uso del tornio, lezioni condensate in 10 ore, in due giorni ed altre simpatiche attività.

Un trenino da giardino in scala G (1:22,5 con binario a scartamento di 45mm) della Lehman

Durante queste feste invernali, sta svolgendosi la terza edizione del Trenino di Natale di Dergano, un'iniziativa voluta da Franco che è l'appassionato di modellismo del gruppo.
Dal 20 dicembre al 3 gennaio per i bambini e non solo, è possibile provare l'esperienza di condurre un mini convoglio ferroviario sul plastico che ha circa 16 metri di sviluppo di rotaie, miniatura allestita all'interno del laboratorio di falegnameria, tra sedie da riparare, squadrette di ferro ed altri attrezzi momentaneamente accatastati ai lati della grande stanza.

Le feste di Natale sono un momento magico per i bambini, chi è rimasto in città ha ancora un paio di giorni a disposizione per conoscere questi giochi da giardino diffusi soprattutto in Germania, Svizzera e Stati Uniti.
Un po' di svago e divertimento sono il modo migliore per passare le feste.
Giocare fa bene a tutti.


Se volete visitare la Terra del Fuoco e condurre i trenini in questi giorni, vi consiglio di telefonare prima a Franco: 3334110916, per prenotare il vostro viaggio ed essere sicuri di trovare il laboratorio aperto. Tony Graffio

Aggiornamento del 24 dicembre 2015
Quarta edizione del Trenino di Natale a Dergano. Anche quest'anno, nel periodo delle vacanze scolastiche invernali, c'è la possibilità di portare i bambini a giocare con i trenini dell'Associazione Terra del Fuoco. Per conoscere gli orari d'apertura della mini-ferrovia contattate Franco allo 3334110916.

La piccola stazione ferroviaria di Dergano

giovedì 25 dicembre 2014

Augurasi d'uscire dalle tenebre il prima possibile

Carlo Cecaro ed io abbiamo scelto di augurare a tutti coloro che seguono "La Milano di Tony Graffio" TANTI AUGURI di BUON NATALE e buone feste con un'opera che abbiamo già presentato, non per riciclare un lavoro interessante, ma per ribadire un concetto collegato alla realtà del paese.
Passa il tempo, si rimpastano le giunte, si alternano i politici di padre in figlio, cambiano le stagioni, ma cada la neve o splenda il sole, i furbastri responsabili del malaffare si rifanno il trucco e periodicamente anche la facciata al sistema, ma nulla, assolutamente nulla cambia. Siamo tutti in balia dei malfattori di stato che taglieggiano il cittadino in ogni modo e distruggono il bene pubblico, depauperando le ricchezze di un popolo allo stremo e ogni speranza, nei giovani, di avere un futuro migliore.


Non bastano le belle parole, o le promesse da marinaio, l'Italia sta vivendo uno stato d'occupazione permanente da parte dei malavitosi e dei mafiosi politicizzati autoproclamatosi capoclan di se stessi.

Dettagli tecnici: fotocamera Pentax K-01 con zoom Pentax 18-55mm regolata in automatismo a priorità di diaframmi, Iso 200, diaframma f 4,5, tempo d'esposizione 5 secondi, focale 32mm.

Nota degli autori per la lettura dell'opera:
Questo quadretto tridimensionale, volutamente ironico, rappresenta il momento iniziale della ribellione popolare, poiché nonostante le autoblindo e l'esercito dei malvagi, la volontà delle masse non può essere imbrigliata e sottomessa in eterno. I dettagli hanno la loro maledetta importanza ed infatti, su una finestra del secondo piano è presente un poco di bianco che altro non è che una palla di neve scagliata da qualche cittadino, come gesto di sfida al potere oppressivo di una classe politica arrogante e prepotente.
Sarà un piccolo gesto insignificante come questo che farà scatenare la rivoluzione e la ricostruzione morale e civile del paese.

Un tocco di serenità che ci riporta indietro nel tempo, negli anni del dopoguerra. 
Carlo ha inserito nel suo presepe laico un Babbo Natale giocattolo di legno del 1947, una vera rarità che però ci rappresenta tutti molto bene nel modo di procedere. 
Per continuare a muoversi nella la vita di tutti i giorni dobbiamo tenere il fiasco di vino pronto all'uso, in una mano e una lanterna nell'altra, in modo da illuminare il cammino in una strada sprofondata nel buio di tenebre, mai così profonde.

Quanta creatività ed ingegno sprecati!
Abbattiamo le Mafie dei Palazzi del Malaffare, rifondiamo il sistema sociale partendo da valori umani d'onestà e giustizia, i delinquenti devono stare in galera, non sugli scranni.

Sullo sfondo della miniatura in 3D abbiamo piazzato un'altra opera significativa, sempre di Carlo, che ben ci fa capire come andranno a finire le cose, lasciando il sistema in mano ai mafiosi legalizzati.
Quale futuro per l'Italia?

Un piccolo dietro le quinte mostra la semplicità del progetto d'illuminazione del set dell'altra sera.
Ho utilizzato una lampadina led da esploratore per il controluce del Babbo Natale del 1947, un paio di candeline cinesi dietro il pannellino del Palazzo del Malaffare, sia per cambiare la temperatura di colore, in modo da aumentare la tridimensionalità complessiva dell'opera, sia per schiarire il piano orizzontale di sfondo. La facciata era illuminata soltanto da un'altra lampadina led dall'alto, un po' di taglio.
Quale futuro? Posto dietro l'opera principale era illuminato soltanto da una candela, come è  visibile dall'ultima fotografia di questa pagina.
Avevamo poco tempo a disposizione per scegliere gli elementi da aggiungere al mini-set e per effettuare gli scatti fotografici, fortunatamente Carlo s'è ricordato d'avere nelle sue collezioni d'oggetti semi-inutili un bellissimo giocattolo a molla degli anni 1940 che è il pezzo forte della scena ed il protagonista dell'opera, ancor più degli Stormtrooper di Star Wars, questa volta un po' maltrattati, uno è stato anche fin troppo sommerso di neve finta. Nemmeno l'altro Babbo Natale nella sfera di vetro può competere con il mini burattino di legno, anche perché il primo appare esattamente per quello che è: un oggetto di plastica, a buon mercato e d'importazione.
Il contrasto tra i babbi natale è in qualche modo una parodia tra il passato ed il presente: esistono giocattoli veri, di legno, con una loro dignità storica e culturale ed oggetti made in China catapultati nella nostra società, ormai quasi incapace di produrre in loco, sempre più privata anche di tradizioni e cultura. 
Tra poco non ci resterà che venderci l'anima, ma può essere che in molti abbiano già provveduto anche a questa operazione-disperazione.
Abbiamo provato ad effettuare uno scatto senza la neve, ma volevamo un'atmosfera più natalizia, così siamo ricorsi d'urgenza all'uso di schiuma da barba schiacciata a mano, l'effetto ottenuto non è molto realistico, ma il clima generale doveva essere quello di una farsa che rispecchiasse un po' le situazioni assurde, ma tristemente vere, presentateci dalla realtà, in cui molti politici depredano i cittadini per comprarsi mutande colorate, dolciumi, diamanti e tutto quello che gli passa per la mente, senza preoccuparsi di coloro che non hanno una casa in cui vivere, o il latte da dare ai propri figli.
Ci siamo arrangiati alla meno peggio, sempre per restare in tema alla situazione generale; tutto sommato riteniamo d'essercela cavata abbastanza dignitosamente e d'aver dato vita ad un microcosmo interessante che riesce ad esprimere un messaggio molto chiaro con pochi poveri elementi scenici.
Stiamo pensando di realizzare altre piccole messe in scena scegliendo altri argomenti d'attualità, se avete suggerimenti, potete lasciarci un commento, o scriverci un'email: graffiti.a.milano@gmail.com
Se volete contribuire a sostenere l'arte e la cultura che viene dal basso e proprio per questo più vera e di valore, potete farci un'offerta per comprare l'opera, altrimenti finisce che ve la riproporremo in altre forme ed in altri mini-sceneggiati fotografici.

Tanti auguri e tanta fortuna a tutti gli uomini di buona volontà da Tony Graffio e Carlo Cecaro




mercoledì 24 dicembre 2014

Art in box

Ultimamente, sono andato a vedere vari tipi d'espressione artistica che vi ho presentato sulle pagine di graffitiamilanoblogspot.it (Graffiti a Milano, la Milano di Tony Graffio. Diventato poi Frammenti di Cultura.), anche oggi, Vigilia di Natale, sono andato a conoscere un giovane maestro in una disciplina particolare che sta scomparendo.
Il laboratorio dove lavorano Luciano e suo padre Filiberto è nella vecchia Milano, in Alzaia del Naviglio Grande al numero 46, dentro un cortile dove si penserebbe di trovare di tutto ed infatti questa piccola officina sembra quasi essere una dépendance della grande fabbrica di giocattoli di Babbo Natale. Giocattoli per adulti, in questo caso.

La bottega del fundeghé (droghiere) e de l'ortolan, in una casa di ringhiera della vecchia Milano

L'Art in box è un'attività che dovrebbe essere una valorizzazione del room box, ovvero la riproduzione di un ambiente in scatola, come veniva inteso in Inghilterra.
Si tratta di un opera un po' concettuale ed artistica fatta con pittura e ritagli vari, tipo la composizione fatta in una scatola di sardine con immagini del 1900.

Luciano Bartoli mi racconta la sua esperienza di miniaturista

L'Art in box si basa sul riciclo e sul riutilizzo di materiali di vario tipo recuperati nel corso degli anni per garantirsi un magazzino sufficiente ad affrontare un po' tutti i generi di soggetti che possono essere richiesti dai clienti.
Filiberto e Luciano Bartoli eseguono miniature di ambienti riprodotti in scala, a seconda delle esigenze di chi chiede queste realizzazioni.
Queste ricostruzioni di ambienti reali o fantasiosi vengono generalmente riprodotti partendo da immagini fotografiche, su commissione.
Per esempio, il Museo della Rasatura della famiglia Lorenzi (via Montenapoleone, 18) aveva richiesto un negozio di barbiere partendo da un ambiente italiano per poi arrivare alla riproduzione di un barber shop di New York.
Filiberto è un insegnante di educazione artistica in pensione che ogni tanto si prendeva delle divagazioni anche in applicazioni tecniche e da sempre ha avuto capacità di pittore. Ha iniziato questa attività di nicchia agli inizi degli anni 1980.
Filiberto ha perciò lasciato i pennelli ed ha iniziato ad imitare la Taste.
Tutto è iniziato con un signore che voleva un souvenir di una casa di ringhiera, ma il risultato ottenuto con la prima scatola fu talmente riuscito bene che ne vennero richieste altre due dalla stessa persona, e da lì è nata l'attività.
Essendo il figlio di un artista impegnato in questo lavoro, ero quasi sempre con lui  e giocando ho iniziato anche io ad occuparmi di queste cose, adesso siamo presenti nel mondo delle miniature da circa 30 anni.

Biergarten nelle ultime fasi di lavorazione

In questo mestiere tutto parte da una fotografia.
I clienti sono persone che hanno spesso a che fare con il modellismo, mentre coloro che ricercano il souvenir vogliono il “quadretto emozionale” di un particolare nostalgico, tipo le case di ringhiera.
Si tratta un po' di un'operazione legata ai ricordi, magari coloro che ci hanno vissuto nell'infanzia vogliono una riproduzione che li aiuti a ricordare un periodo felice della loro vita, mentre i giovani che nelle case di ringhiera non ci hanno mai abitato, non sentono quest'attrazione e pensano a circondarsi di qualcosa di diverso che ricordi loro altre cose, o che esalti situazioni a loro care.
E' sempre richiesta una personalizzazione che parta da elementi della vita del cliente (fotografie, oggetti personali luoghi, ma solitamente immagini).
Ad un medico è stato riprodotto un ambulatorio professionale di un medico della mutua a cui è stata aggiunta la locandina del film di Sordi, (era un individuo che aveva anche una certa propensione alle belle donne).
I clienti sono maniacali sotto l'aspetto del dettaglio e capita sovente che abbiano dei dubbi su certi oggetti o manifestino alcune perplessità per la riproduzione della scala e la sua precisione.
Non mi ritengo un modellista, ma un artigiano dell'emozione.
La ricerca dei materiali è importante, adesso non ci dedichiamo più molto tempo perché abbiamo già tutto, siamo saturi di piccola oggettistica ed in più abbiamo anche stampi al silicone per replicarli.
Tempo fa, abbiamo fatto dei bei garage con pannelli degli attrezzi attingendo materiali dai giocattoli.
L'ultima trovata è ricavare certi elementi dalla bigiotteria, questo incontro ha portato all'utilizzo di manigliette per borse o copri interruttori d'ottone luccicante.

Giocattoli di tutti i tipi e di tutte le epoche

Ogni oggetto sembra essere prezioso ed avere una storia importante

Luciano continua a raccontarmi in cosa consiste il suo lavoro e cosa ha capito in questi anni di esperienza.
"Nel lavoro non la tiro per le lunghe, mediamente ci metto 2-3 settimane per realizzare una miniatura.
Se fai attendere troppo i clienti finisce che s'innamorano di qualcos'altro.
Noi dobbiamo fornire emozioni immediate, o il cliente perde l'amore per ciò che desidera... Si tratta di beni emozionali.
I costi dipendono dalle dimensioni, per un 38x45 cm ci vogliono circa 250 euro.
Se avessimo fatto pagare le nostre scatole per il tempo realmente impiegato a realizzarli non saremmo riusciti a vendere niente, così abbiamo deciso di valutarli secondo le dimensioni.
I quadretti nelle quali abbiamo inserito le Harley costano circa 150 euro.
Le ho fatte per Novegro dove per un paio d'anni, avevo preso uno spazio lì per portare un po' delle mie opere e cercare di venderle e capire anche cosa voleva il pubblico.
Non sempre particolareggiando un lavoro si ottiene l'effetto desiderato, anzi spesso facendo così il quadretto sembra un giocattolo.
I miei lavori sono abbastanza fuori scala per essere artistici.
Il gusto per la scelta e la composizione fanno quasi tutto, è in questo modo che si crea qualcosa di diverso.
Qual'è la differenza tra me ed un pittore?
Un pittore usa solo i pennelli, poi subentra il bagaglio culturale. 
C'è chi chiede se lavori ad olio o ad acrilico, ma quello che conta è il contenuto e ciò che realizzi.
"Al Garghet" ci ha comprato parecchie opere, chi volesse vederle potrebbe recarsi in questo ristorante tipico a mangiare, si trova in via Salvanesco 36, a Milano.
Le miniature arredano e tengono anche compagnia.
Filiberto adesso ha scoperto i giochi folk e ci si dedica cercando di migliorarli.
Dopo 30 anni di Mastro Geppetto qualcosa di strano succede, c'è chi cerca di dar vita ai burattini e chi cerca l'evasione ripercorrendo i sentieri del passato in un'epoca digitale come quella che stiamo vivendo, sembra tutto senza senso, ma la gente ha sempre bisogno di sogni.
Questa è una passione che ti fa perdere la testa.
Filiberto è stato il mio maestro, ma lui s'è inventato quasi tutto da solo, chiaramente devi sempre stare attento a quello che ti accade intorno e cercare d'imparare il più possibile da chiunque.
Forse anch'io dopo tanto tempo tra queste piccole case ed oggetti sto dando qualche segno di pazzia, infatti ultimamente mi dimentico perfino di firmare le opere.
Come mi sento in mezzo a tutta questa polvere? Quale polvere?
Che cos'è la deformazione professionale? Mio padre è stato in Brasile a trovare mio zio ed ha comprato materiali per case di bambole molto belli, in Italia non si usano più. Credo che per altri 30 anni avremo materiale a sufficienza per continuare l'attività senza problemi.
Se abbiamo clienti affezionati? Un cliente che veniva qui ogni 2 anni da Jakarta era proprietario di un concessionario Mercedes e voleva delle situazioni da garage in scala 1/12, 1/18 o 1/36.
Per la scala, io oramai vado ad occhio, utilizzo il buon senso, un tavolo ev'essere più basso di un tavolo e così via, bisogna far in modo che le cose non stonino tra di loro, senza essere maniacali.
Richieste strane? Non assistiamo a richieste particolari per i materiali da utilizzare quanto sugli oggetti da inserire nell'ambiente inscatolato.
Spesso ci richiedono con precisione quali oggetti utilizzare e dove inserirli, qualche cliente vuole che la miniatura riproduca fedelmente la propria casa o il proprio luogo di lavoro sistemando esattamente gli oggetti dove sono collocati nelle loro abitazioni.
La nostra pazzia, forse deriva più dall'assecondare il cliente che dal lavorare con oggetti di piccole dimensioni.
Siamo a tutti gli effetti degli scenografi.
Abbiamo avuto a che fare con la pubblicità e con la fotografia, lavorando con Giovanni Gastel.
Un paio di volte abbiamo fatto dei presepi abbastanza grandi per la parrocchia del quartiere Santa Maria delle Grazie ai Navigli, realizzando una natività galleggiante sull'acqua del naviglio. Adesso sembra che non ci siano soldi per l'arte, così non l'abbiamo più fatto.
L'investimento principale consiste nel mettersi in casa tanto materiale facendo molto magazzino, abbiamo quantitativi tali di chiodi impressionanti e viti rare da far invidia ai ferramenta più forniti.
Il valore è tuttavia solo estetico, non sta nei materiali che si utilizzano, come qualcuno potrebbe pensare.
Tu sai che il tuo lavoro potrebbe avere un valore inestimabile, quindi non quantificabile e per questo potresti chiedere qualsiasi cifra per le tue opere, ma se lo facessi, quasi sicuramente queste rimarrebbero invendute, quindi si cerca di non considerare le ore effettivamente lavorate, ma si decide di attribuire al tutto un prezzo accessibile al cliente.

Si tratta comunque di un investimento emotivo.

Un tempo sui navigli venivano a cercare l'opera artistica, adesso invece si vuol trovare il souvenir. Non ci sono quasi più studi artistici, ma botteghe.
Prima entravano dei committenti, adesso dei clienti.
I clienti? Non so come mi trovano i miei clienti, probabilmente sono gli oggetti che li portano qua.
Alla fiera di Novegro avevo esposto le vespe che sono riuscito a vendere bene, tornando a casa a mani vuote, perché avevo a che fare con un pubblico di appassionati. L'anno dopo ho portato le Harley, ma non ho riscosso lo stesso successo perché la gente ricerca il prodotto italiano.
E' più romantico avere la committenza.
Tuttavia l'oggetto non fa la comprensione di ciò che si richiede.

Se ho concorrenti? No, stanno morendo quasi tutti.

Un consiglio? Il clima generale dell'ambientazione funziona meglio della ricercatezza del dettaglio; non state a perdervi nell'eccessiva fedeltà dei particolari o non ne uscite più, rischiando anche d'uccidere l'atmosfera e la magia dell'opera." 

Una parte del laboratorio

Fotografie e intervista di Tony Graffio

domenica 21 dicembre 2014

Tattoo Tour Pirata

Lo stesso giorno in cui è stato effettuato lo sgombero ad Affori, il 7 agosto 2014, i pirati si sono spostati a Baranzate in un bellissimo spazio di circa 50'000 metri quadrati, dove un tempo la Leon-Beaux fabbricava armi e munizioni.

Ieri sono andato a vedere questo posto in occasione di una convention di Tattoo Art.

C'erano tatuatori molto bravi, io ho pensato di seguire un disegno semplice, in modo da poterlo documentare in tutte le sue fasi, dall'inizio alla fine.

Per prima cosa, si sceglie un disegno, si studia dove collocarlo, si verificano le misure, lo si trasferisce su un foglio sul quale si applica una carta carbone, lo si pone a contatto con la pelle di chi verrà tatuato per lasciare una traccia del disegno che verrà poi effettuato con gli aghi e la macchinetta elettrica.

In questo caso, mancando uno specchio nella stanza, le mie fotografie sono anche servite a Jack per valutare meglio la posizione dove effettuare il lavoro.

Margot dei Pirati trasferisce l'immagine di una pompetta dal foglietto, alla coscia di Jack.

Avvenuto il trasferimento, si valuta ancora una volta che la posizione sia proprio quella desiderata e che il movimento dei muscoli non deformi troppo il disegno.

La stanza, così come gran parte dei muri della nuova sede dei Pirati sono stati decorati da Tenia.
Jack appare un po' pensieroso, ma sembra abbastanza convinto del da farsi.

E' molto importante che ci sia luce a sufficienza e che l'area da tatuare sia ben illuminata, nella stanza c'era una bella atmosfera, non faceva neanche tanto freddo...

Questa era la sala più grande destinata ai tatuatori, oltre il corridoio c'erano anche delle salette più piccole con altri tattoo artist pronti ad effettuare i loro lavori, man mano che le persone arrivavano si entrava nel magico clima di una festa speciale. 

Personalmente, non avevo mai assistito ad una manifestazione di questo tipo e mi è piaciuta molto. Oggi ci sarà una seconda giornata dedicata a queste attività.
All'esterno ci sono delle bancarelle di lavori artigianali molto ingegnosi e belli, anch'io ho fatto qualche piccolo acquisto perché ho trovato oggetti stupendi, molto particolari, a prezzi da vera occasione.

Max La Bar è un tatuatore molto bravo, qui era alle prese con un disegno abbastanza complesso.

Piccola pausa.
Si riprende.
Si chiacchera.
Si guarda.
Esagramma n. 13: l'amicizia tra uomini, questo e un altro tatuaggio erano già presenti sulla gamba sinistra di Jack.

Vorrei citare anche altri tattoo artist presenti alla serata: Riky, con le sue belle personalizzazioni, Damon, da Colle Val d'Elsa, Maia, Shark, Alessandra Sanocore, Leda, Fiore di Giada, Arkoroom ed altri.
Nel pub c'erano proiezioni di film e performance musicali improvvisate.
Credo che oggi ci saranno altri spettacoli interessanti da seguire.


Ho anche visto una stupenda mostra fotografica di Aghia Sophie che spero di proporvi presto tra queste pagine con una breve intervista all'autrice degli scatti, effettuati nei sex club di Berlino.


Margot è un'artista che pratica diverse discipline: recitazione, canto, busker art, arti circensi, aerosol art, tattoo art e probabilmente anche qualcos'altro che adesso non mi viene in mente.

Siamo a buon punto.
Quasi finito. S'intravede l'altro tatuaggio disegnato da Margot, una piccola motosega che sega e fotte.

Il tatuaggio finito verrà poi protetto soltanto con della pellicola trasparente, tipo Domopack.

Per oggi basta, domani si vedrà. Per chiudere, vi lascio con un'immagine inedita di Margot in versione: "Dama moderna in posa quasi antica con cavo elettrico volante". Tony Graffio

Tattoo-Tour è un progetto itinerante nato con l'idea di unificare tutte le arti praticate dai partecipanti tramite giornate di autogestione. Le giornate vengono man mano proposte all'interno di un tour da spazio occupato a spazio occupato.


Leon Beaux & C. Milano















sabato 20 dicembre 2014

Palazzi del Malaffare

Circa un mese fa avevo proposto a Carlo Cecaro di realizzare un'opera che parlasse delle forze del male partendo dai pupazzetti della Lego raffiguranti i soldati dell'Impero di Palpatine, presenti nella Morte Nera (Death Star), o Stella della Morte, della saga di Guerre Stellari.
Non volevo ci fossero dubbi sul ruolo di questi personaggi.
Carlo mi diceva che non si sentiva abbastanza coinvolto dai pupazzetti della Lego perché gli sembravano troppo dei giocattoli e non sapeva bene come inserirli in un contesto reale.
All'inizio di dicembre, come tutti sappiamo, è scattata una grande retata dei ROS e da qui s'è scoperchiata una voragine che non sembra avere più fine.
Confrontatomi con Carlo è risultato subito chiaro quale fosse il ruolo degli stormtrooper e chi stessero proteggendo. In un primo tempo si era pensato di metterli a guardia di un palazzo specifico della nostra città, ma poiché la situazione italiana è purtroppo molto omogenea, è stato poi deciso di prendere a simbolo dell'intero paese i "palazzi del malaffare", ovvero i palazzi istituzionali dove regna la corruzione, il nepotismo, l'ideologia dell'arraffa, arraffa, la cultura mafiosa e tutto quello che ne consegue.

In ogni città e paese  italiano sono presenti questi palazzi

Ho chiesto a Carlo d'utilizzare dei materiali poveri perché questo lavoro su commissione era destinato principalmente ad illustrare il blog della Milano di Tony Graffio, come un'istantanea tridimensionale della situazione attuale della società italiana.
La piccola autoblindo verde è stata costruita con materiali di recupero quali il cartone ed altri piccoli oggetti trovati qua e là.

I soldati dell'Impero del Male presidiano i palazzi del potere e ne impediscono l'ingresso alle persone oneste.
Il divieto di accesso sui portoni indica in maniera rapida ed inequivocabile che è meglio tenersi alla larga da questi posti.
Il minuscolo cartello che mostra, a seconda della prospettiva, il Colosseo o la scritta "Souvenir d'Italie" è un piccolo colpo di genio di Carlo che ama dettagliare le sue opere e conferire ad esse un tono di realismo, irridendo al tempo stesso una situazione molto drammatica.
Non manca un segno nero sul muro che mostra il tentativo d'intaccare il sistema. Qualche anonimo writer ha mostrato il proprio dissenso verso questo mondo. 
Si tratta di un piccolo graffito copiato dal vero da un segno che Carlo ha fotografato a Milano.

Paura eh? Potrebbe succedere davvero. O è la realtà?

Le scritte sono state ritagliate dai giornali che parlavano di questo fenomeno mafioso.
Ho volutamente fotografato questa rappresentazione di un palazzo in modo da mostrare quanto questo paese sia sul punto di crollare da un momento all'altro e come dietro ad una facciata d'arroganza non ci sia dietro nulla di buono. 
Io non mi sorprendo mai di nulla, anzi, immagino che tutto ciò che non si sa ancora con certezza sia immensamente più grande di quello che è stato divulgato.

L'opera è interattiva, gli omini e l'autoblindo possono essere posizionati a piacere.




Se volete visionare un filmato su Youtube in cui Carlo Cecaro presenta personalmente altre sue opere, guardate questa intervista.





venerdì 19 dicembre 2014

Mostro delle fogne

La falda idrica a Milano, come tutti sanno, si sta alzando notevolmente; un paio di giorni fa è anche stata bloccata la linea 3 della metropolitana a causa di un guasto alle idrovore, e non pioveva neanche...
Al quartiere Isola per cavarsela meglio in occasione delle piene del Seveso, s'è anche vista una gondola disegnata da Bumin, a Dergano invece spuntano degli orribili mostri parenti di Nessie.

Mostro acquatico

Tra una crepa sul muro e la vetrina dello Shop Time

In via Filippo Baldinucci all'angolo con via Giuseppe Tartini.