sabato 30 agosto 2014

Gabbiano in città

I gabbiani, a volte, si spingono fin sopra le città seguendo il corso dei fiumi e poi si dirigono sulle discariche dove riescono a trovare dei rifiuti dei quali cibarsi.
Oltre che spazzini del mare, i gabbiani sono veri e propri spazzini che nessuno penserebbe mai di catturare, anche perché sembra che la loro carne sia pessima; è però capitato che dei naufraghi disperati, cercando di sopravvivere in ogni modo si siano cibati di questi uccelli.
Ogni tanto, si vedono dei gabbiani anche a Milano, in volo sopra la Darsena, o ai Navigli.
Il gabbiano che ho fotografato ieri, che quasi rischiava di passare inosservato, l'ho trovato in via Antonino Giuffré, una strada non molto frequentata che congiunge via Murat con viale Marche.

Gabbiano appiedato

Il gabbiano di via Giuffré


lunedì 25 agosto 2014

Anatomia Rettiliana

Oggi ho reperito un documento molto interessante che potrebbe turbare la sensibilità di molti umani, perciò chi non ama argomenti legati alle forme di vita dominanti nell'Universo e le torture sessuali praticate da questi esseri alla specie umana terrestre, consiglio di evitare questa pagina e di pensare ad altro. 
Per coloro che invece conoscono il problema, un approfondimento potrebbe essere doveroso.

Pannello riportante l'anatomia di extra-terrestri rettiliani trovato affisso a Milano in data 25.08.2014

Altezza dei rettiliani: m. 2,4

Questi esseri antropomorfi a sangue freddo sono imponenti e molto forti, la differenza di statura nei confronti dei terrestri è evidente, così come il fatto che non convenga in nessun modo opporre resistenza a questa forma di vita molto diffusa, anche se spesso si mimetizza per mezzo di onde di pensiero ipnotico capaci di alterare la visione cerebrale umana.

I 7 punti di forza del corpo rettiliano che rendono schiavi gli umani

Varie tecniche di sottomissione

Nom Couture

Reptilian Anatomy

MK Ultra Generator

Bilderberg Chip

CFR Doggie trained bitch

Cannibal Trilateral Control

Il luogo del ritrovamento

Stop bombing Gaza

La prima è una scritta apparsa da poco tempo, mentre lo stencil della bomba l'ho fotografato più di un anno fa.

Via Valtellina
Pentax Q

Corso Venezia
JVC GC FM-1

Il giardiniere e l'uomo sotto lo specchio

Via Aleardo Aleardi n°1, presenze umane ai lati del portone.


Un ragazzino innaffia un fazzoletto di terreno grigio

Oh!

sabato 23 agosto 2014

Blu alla Stazione di Lambrate (interpretazione dell'opera)

Questo grande murale si annovera tra le opere di arte di strada più importanti presenti a Milano; risale a circa 5 anni fa, ma è già in pessime condizioni di conservazione, tanto che a tratti è quasi di difficile lettura, cosa che non permette d'apprezzare appieno l'ottimo lavoro di Blu e di Erica il Cane.


La bicicletta schiaccia il traffico delle città

L'idea che la bicicletta sia un mezzo di trasporto-cenerentola e che chi la guidi debba fare attenzione a tutti gli altri mezzi che circolano su strada, viene qui ribaltata mostrando una gigantesca  bicicletta che si prende la sua rivincita su mezzi normalmente più solidi e stabili.
Il mondo è del più forte ed in questo caso, mostratoci grazie al patrocinio di Trenitalia che ha messo a disposizione il rilevato ferroviario della Stazione di Milano-Lambrate, i giganti in bicicletta si comportano un po' come fanno molti automobilisti che non si curano di chi sulla strada è più debole.

L'immagine ripetuta di tante piccole scatolette su ruote ci fa capire anche in che tipo di società massificata stiamo vivendo e di come sia difficile affermare la propria personalità (per chi la possiede) in un mondo globalizzato e appiattito.

Il fatto poi che i giganti sulle biciclette siano privi della testa è un fatto molto importante per l'interpretazione di un'opera che va al di là di un mero significato urbanistico per mostrare il concetto di come chi è alla guida di questo mondo non sappia minimamente cosa stia facendo e sia totalmente carente di autocoscienza.

Un totale ferragostano del muro sotto la ferrovia che ci indica il centro d'interesse della visione di Blu e fa il punto sul tempo presente.

Il fatto che l'opera di Blu sia una metafora della nostra società si palesa anche attraverso alcuni particolari che ci mostrano un micromondo d'alienazione e solitudine che vede l'essere umano rinchiuso nel proprio spazio privato (raffigurato da cellette esagonali, come dentro le arnie), in antitesi al suo essere parte di una società, solo quando si trova nella condizione di dover consumare o produrre.

C'è ancora, fortunatamente, qualcuno che tenta una fuga (dalla realta?) prendendo una direzione diversa dalla massa (attraversamento delle cellette) con la speranza d'allontanarsi da questa società, in maniera discreta, su un mezzo di trasporto diverso.
Forse, il visitatore distratto non si rende subito conto dell'importanza del messaggio di questa visione onirica, ma è ugualmente in grado di recepire il senso di benessere del trovarsi di fronte ad un opera positiva che ci spinge a superare le nevrosi provocate da una vita preconfezionata in cui il ruolo di ognuno è in qualche modo già deciso, pur lasciando a molti l'illusione di vivere in libertà.
Condividere lo stesso ambiente ci obbliga ad avere un destino comune: dover pensare le stesse cose, percorrere gli stessi percorsi, avere le stesse regole è una forma di appiattimento occidentale che ha sostituito l'ideologia con le merci. 
Disporre di una certa scelta di beni da consumare ci dà la tranquillità di vivere in un mondo apparentemente opulento che ultimamente sta escludendo sempre più persone dalla promessa di un benessere generalizzato, proprio perché questa società non ha contenuti interiori, ma soltanto smanie di possesso e di vacuità.

Nella cultura occidentale il senso di lettura è da sinistra verso destra, questo è anche il senso dei vettori temporali che ci mostrano il futuro della nostra società attraverso i disegni di Ericailcane, l'artista che spesso accompagna Blu nelle sue performance murali.
Dopo che tutte le automobili saranno distrutte (come mostrato nel murale, in direzione dell'edificio della stazione), una fila di giganteschi babbuini procedono all'indietro tenendosi collegati attraverso ad un nastro bianco.
Anche qui il significato è molto chiaro: gli uomini si autodistruggeranno, il nastro è la continuità che collega l'uomo "contemporaneo" ad una nuova civiltà di primati, che altro non sono che la regressione della nostra civiltà.
Le stelline color blu sul nastro bianco, sono state aggiunte dopo da un'altra persona e non c'entrano nulla con l'opera originale.
Ho cercato di essere sintetico nell'esprimere ciò che intendevo dire, ma credo che l'impatto di questi disegni sia molto forte, anche grazie alla chiarezza di quello che vogliono dire, pertanto non ritengo ci sia bisogno di altre spiegazioni. Tony Graffio 

La Stazione di Lambrate lo scorso 15 agosto 2014

Qualche scatto in pellicola.

Pellicola Fujifilm Sensia 100 Iso

Particolare - Pellicola Fujifilm Sensia

FP4 - Rollei 35S

FP4 - Rollei 35S









giovedì 21 agosto 2014

Dal buio alla luce

Un lunghissimo mural di circa 100 metri a tema marino  è stato realizzato nel settembre del 2013 sul muro di cinta del Mercato Ittico da un collettivo di artisti tra i quali Ivan, Kerone, Morkone, Mister Caos, SteMarta, Tenia.

via Cesare Lombroso 54

Ste-Marta Mister Caos

VolksWriterz Poeti pazzi

Tipico personaggio di Morkone

Il Mercato Ittico di Milano è il più moderno ed il più importante mercato del pesce in Italia

Più pesante dell'aria

Dettaglio di un occhio di un personaggio pseudo-umano

Scimmia-sirena

Ippocampo trombettista

In cerca di un approdo

Un cervello scollegato dentro una bolla

Rosa dei venti

Tenia 2013

mercoledì 20 agosto 2014

Nowhere

Macao è un centro per le arti e la cultura che s'è trovato una sede nella ex Borsa del Macello di viale Molise dopo essere stato più volte sloggiato da altri palazzi dimenticati di Milano. Il luogo sembra un po' lugubre e abbandonato, ma in realtà queste immagini sono state riprese a Ferragosto, in altri periodi c'è molto più movimento e fermento d'idee.

Nobody lives Nowhere

Silhouette femminile

Anche in questo caso per parlare di spazi abbandonati inutilizzati si è ricorsi all'uso di silhouette, come per la performance di Andrea Salpetri.
La differenza tra questi due tipi di sagome è che mentre quelle che troviamo sui muri di Macao sono molto nere e nette, quelle proposte da Andrea sono più sfumate e lasciano intravedere dei dettagli ai bordi, cosa che rende le figure sui muri di via Sammartini leggermente più tridimensionali e forse più umane.

Sagoma di uomo vicino a finestra con grate


Attaccalo dove vuoi

Fiuto, la Siae e le Poste

Una fotografia scattata con la Fujifilm X100S (direttamente dal jpeg) che risale al 16 febbraio scorso che non avevo ancora pubblicato.
Non avendo un account di Facebook, non ho partecipato all'esperimento di Fiuto, ma nessuno vi vieta di stampare questa foto, attaccarla dove volete, ri-fotografare il tutto e inviarlo a Fiuturama.

Luogo dello scatto: via Luigi Canonica, vicino al numero 6

martedì 19 agosto 2014

La bionda armata

In via Cola Montano ho visto questa bionda che ha tirato fuori da un cappello a cilindro una pistola semiautomatica. Non mi è chiaro cosa stringa nella mano sinistra.

U252

Bionda a stencil su scatola nera

Fotocamera utilizzata: Pentax K-01

Aggiornamento del 19 ottobre 2015

Si sono aggiunte due mani che cercano di prendere la bionda spaziale e un po' di adesivi
Pentax Q