mercoledì 26 marzo 2014

La Grotta dove cresce l'Elicriso

Il 7 marzo è stata una bella giornata che mi ha visto andare in giro senza meta per individuare disegni da inserire nel blog di Tony Graffio. 
Quando non si ha un programma preciso e si ha il tempo d'ascoltare le persone, capita di fare qualche incontro interessante e scoprire cose che non si conoscevano.
All'angolo tra via Vigevano e viale Gorizia, in una vecchia casetta dove viveva il guardiano della darsena, da circa 30 anni c'è uno spazio autogestito, la Cueva, che adesso tramite l'Associazione Elicriso propone la vendita di prodotti biologici ed organizza varie attività culturali.

Allegria e libellula

La Cueva vista da viale Gorizia

Lo sfruttamento della natura per fini economici cosa ci procurerà?

The limit

Qualche graffito all'interno della casa:
Zapata e i lottatori messicani del sacro Jalapeño
(200 Iso 1/140 f 2 )

Frank Zappa
(Iso 200 1/210 sec f 2)

 Punk
(800 Iso 1/70 sec. f 2)

San Francesco, l'upupa, il lupo e la frenesia urbana
(800 Iso 1/28 sec f 2)

Il gatto volante
(800 Iso 1/56 sec. f 2)

Ed una panoramica sulla "grotta" in cantina.
Il ritmo del tempo
(800 Iso 1/20 sec. f 2)

Il tempo della musica
(800 Iso 1/10 sec. f 2)

Una scala di luce
(Iso 800 1/10 sec. f 2)

Fotocamera: Fujifilm X100s




Time for action

In via Bergognone, su alcune cabine elettriche c'è molto fermento ed azione, vari stencil, adesivi, annunci di cani scomparsi e dei simpatici ballerini, in stile anni 1980.

Ballerini con occhiali da sole

Hulk, baci, torta e corona

Marc Du Troux, Glue Squad e altri

Fotocamera utilizzata: Fujifilm X100s

martedì 25 marzo 2014

Pesca con la forchetta

Piccolo gioco di parole per questo disegno di Pesca in via Bergognone, di fianco ad un ristorante con giardino.


Espressione di sofferenza

Ho l'impressione che lo sfondo sia stato imbiancato di recente, mettendo ancor più in evidenza il contrasto con il graffito che, evidentemente, risulta gradito ai proprietari del muro.

Faccia triangolare con gambe

Fotocamera: Fujifilm X100s

Aggiornamento del 22 febbraio 2015
Ieri passando da via Bergognone mi sono accorto che qualcosa era cambiato per il faccione da osso buco di Pesca.
Questo è il tipico esempio di quello che può succedere al panorama urbano milanese.
Un giorno pensi d'aver trovato un bello spazio per una tua opera e dopo qualche mese te la ritrovi schiacciata da qualche nuovo elemento  di disturbo.
La mia osservazione dei graffiti di Milano è partita proprio con lo scopo di lavorare sul tempo che passa, poi c'è stato un approfondimento con alcuni autori che hanno accettato di parlare dei loro lavori; adesso mi sto dedicando ad altro, ma periodicamente cercherò d'aggiornare i siti documentati per verificarne nuove condizioni e cambiamenti imprevisti.

Un parchimetro in faccia
Fotocamera utilizzata: Pentax K-01

lunedì 24 marzo 2014

Pane e rose

I ragazzi del Centro Sociale ZAM hanno dato questo nome poetico che richiama un famoso sciopero del passato alla loro osteria in via Santa Croce, dove mi sono fermato anch'io a bere un bicchiere di vino.

via Santa Croce

Ozmo per Carlo

Carlo Giuliani

Il TAV uccide

F35

Milano, città camaleontica

Testa di Camaleonte

Il camaleonte simboleggia la trasformazione e l'evoluzione

L'urlo del Che

Zona Autonoma Milano

L'Italia dei videopoker ingrassa la Piovra

Cortile della ex scuola media Giulio Cesare

Municipio

Street Art Academy

Una suora alla finestra

Condividere sapere senza fondare poteri - Primo Moroni

Luogo: via Santa Croce 19
Fotocamera: Fujifilm X100s






mercoledì 12 marzo 2014

Missing

Essendoci già in questo sito una pagina per i gatti scappati di casa ed un'altra per i cani smarriti, non vorrei inaugurare adesso uno spazio per le persone scomparse.
Questo foglio, appeso sul muro di un chiosco che vende panini di pesce in piazza XXIV maggio, riporta il nome e la fotografia di un uomo che è stato visto per l'ultima volta ad Albuquerque, New Mexico. Come mai lo si ricerchi a Milano risulta essere una cosa abbastanza misteriosa, a meno che non sia il solito annuncio in codice per agenti segreti in attesa d'essere istruiti per nuove missioni.

Walter White tel. 505-145-4331

Fotografato con Fujifilm X100s


Burla

Obesy

Performance goliardica di un personaggio non particolarmente noto rappresentato secondo lo stile di Shepard Fairey, meglio conosciuto come "Obey".

Cinque volte lo stesso obeso

Luogo: via Stendhal
Fotocamera: Fujifilm X100s

Clown Festival

A Milano, settimana scorsa s'è svolta la IX edizione del Clown Festival, purtroppo non sono riuscito a seguirlo, però ho voluto conservare un'immagine che possa testimoniare degli addobbi di strada utilizzati nell'evento.

Gufo-Pagliaccio realizzato con materiale plastico per alimenti

Fotografia scattata in via Pietro Borsieri con Fujifilm X100s

martedì 11 marzo 2014

Manu Invisible

Manuinvisible è un giovane street artist sardo che in queste sue opere sembra volersi esprimere con uno stile quasi immateriale; non credo d'aver già pubblicato i suoi lavori sul mio blog, questa pagina dedicata soltanto a lui spero possa colmare questa carenza.

Graffito Manu Invisible
via Flavio Gioia

via Stendhal

via Stendhal dettaglio

via Tortona

Tortona 66

Fotocamera utilizzata: Fujifilm X100s

Aggiornamento del 19 Aprile 2014


Rembrandt 32
Pentax K-01


Aggiornamento del18 agosto 2014

Ultimamente m'è capitato di vedere alcuni disegni di Manuinvisible cancellati o rovinati.
Questo l'ho trovato dalle parti dell'Ortica, vicino la ferrovia. 
Dopo, un disegno più completo in via Tirano.


Ortica
Pentax Q

Naviglio Martesana
Pentax K-01

lunedì 10 marzo 2014

Metropolitana Milanese a rischio sicurezza?

Oggi parlerò di un argomento diverso dal solito perché poi non si dica: <Io non lo sapevo>, oppure: <E' stata una fatalità>.
Non sono un utente abituale dei mezzi pubblici di superficie dell'ATM di Milano, ma qualche volta mi capita di attraversare la città da una parte all'altra sui treni della Metropolitana Milanese. 
Questa mattina mi sono recato a restituire la Fujifilm X100s a Cernusco s/Naviglio alla Fujifilm Italia, alle porte di Milano. A questo proposito devo ancora scrivere un paio di recensioni sull'argomento e pubblicare un po' di belle immagini da farvi vedere.
Si sa, di come l'Italia sia messa abbastanza male e Milano non è da meno, mentre viaggiavo sui treni della Metro, oggi non pensavo a carpire furtivamente qualche fotogramma digitale, ma riflettevo su varie cose. Ancora una volta è passato dalla mia carrozza un musicista Rom con fisarmonica e famiglia al seguito per suscitare maggior compassione in un pubblico che ormai ha già visto quasi ogni stratagemma per farsi sganciare soldi e insinuare sensi di colpa. 
Ho visto però anche un'altra coppia di giovani Rom che mi ha colpito, perché questa volta si vedevano che i due erano innamorati e non si curavano minimamente di tutti coloro che avevano intorno, la ragazza esprimeva dei gesti molto teneri per il suo uomo, nonostante lui avesse una stampella e qualche problema di deambulazione.
A volte, è bello vedere queste manifestazioni sincere d'affetto che ci fanno sembrare il mondo meno grigio.
Quello che invece non m'è piaciuto per niente sono i metodi folli e irresponsabili che regolano l'uscita dei viaggiatori dalle stazioni. Pian, piano i cittadini vengono vessati in sempre nuovi modi dalle cosiddette istituzioni pubbliche, aziende municipalizzate e chi più ne ha più ne metta, al punto di scegliere di tagliare tutti i posti occupati dagli uomini per privilegiare una riduzione delle spese di gestione (o forse solo gli stipendi degli operai), anche se questo può risultare controproducente dal punto di vista della sicurezza.
Un tempo, si timbrava il biglietto all'apparecchio obliteratore, si viaggiava e poi si usciva dalle porte a spinta che consentivano di smaltire un buon flusso di viaggiatori al minuto, di non perdere troppo tempo a cercare biglietti nelle varie tasche, borse e zainetti e cosa non da poco, di essere sicuri d'uscire dalla sotterranea sani e salvi.
Un tempo, nei "gabbiotti di controllo" c'erano 1 o 2 persone a cui poter domandare qualsiasi cosa, le telecamere di sorveglianza credo che ci siano state fin dall'apertura della linea rossa, perciò non era difficile rendersi conto di quello che succedeva.
Adesso, per uscire bisogna ritimbrare il biglietto e sperare che ci sia almeno una porta funzionante perché degli impiegati che lavorano nelle cabine in prossimità dei tornelli non c'è quasi più traccia. Forse saranno intenti a fare altre cose, ma chi si preoccupa di dare assistenza ai viaggiatori e magari d'aprire le porte di sicurezza quando negli orari di punta si forma la coda per uscire dal tornello? Nessuno, infatti.
Devo anche dire di non aver trovato avvisi di uscite di sicurezza, portoni a spinta apribili facilmente a mano e che possano far svuotare in fretta l'uscita della metropolitana in caso di incidente o incendio.
Che strano, questo non vorrà mica dire che ai dirigenti di ATM ed a chi gestisce le scelte della città ha a cuore solo il denaro, mentre della sicurezza dei viaggiatori gli importa ben poco?


Biglietto dell'ATM interurbano

Ho avvisato con vari metodi coloro che dovrebbero essere i responsabili degli interventi in Metropolitana, in caso di guai di vario tipo e che dovrebbero sovraintendere alla sicurezza delle uscite ed a tutto quello che è collegato a questo argomento: i Vigili del Fuoco.
Premetto che ho il massimo rispetto e grande stima di questi lavoratori, ma probabilmente sono incappato in una qualche mezza-funzionaria esperta di burocratese perché mi sono sentito rispondere che loro non sono responsabili di queste cose e che se volevo potevo avvisare altre istituzioni più competenti di loro. Nulla di strano, tipico scaricabarile all'italiana.
Io, nella mia ingenuità di sognatore dall'animo puro, sono rimasto esterrefatto e mi sono chiesto come fosse possibile che qualche "sapientone" di qualche ministero a caso abbia potuto approvare una cosa scandalosa come questa e come una città che attende 20 milioni di visitatori per l'anno prossimo possa e voglia mettere a repentaglio la sicurezza di tante persone.
Oggi, mentre cercavo d'uscire da una stazione abbastanza nuova in orario di punta mi sono ritrovato a non sapere cosa fare perché c'erano solo due strette uscite abilitate, ma una volta inserito il biglietto, valido, mi sono ritrovato intrappolato nella zona dei tornelli e come me tutte le persone che volevano uscire.
Va bene tutto, ma è il caso di complicarci la vita in questo modo e fare code su code anche per uscire? Fortunatamente qualcuno è riuscito ad uscire dall'unico tornello operativo, così con gran lentezza, a turno, tutti sono usciti, ma se la stazione fosse stata in fiamme, cosa dovevamo fare cercare il biglietto in mezzo al fumo per poi accorgerci che le apparecchiature elettroniche sono dei robot lunatici che funzionano solo quando ne hanno voglia? Ovviamente, non un anima con il vestito blu dei tranvieri che si preoccupasse di far uscire le persone in modo più umano.
In effetti, questa società e questa città è sempre più disumana, si vede da tanti piccoli particolari e dall'arroganza infinita dei politici che sanno che nessuno intaccherà mai il loro potere antidemocratico.
Io credo che i Comandanti dei Vigili non vogliano inimicarsi i poteri forti, così come fanno tutti i bravi leccapiedi professionisti che occupano qualche piccola posizione di privilegio ottenuta in cambio della dedizione totale, o di altre squallide questioni a cui nemmeno voglio pensare, però resta il fatto che solo un folle totale può pensare di gestire le cose a questo modo, magari dando qualche pubblica dimostrazione che tutto funziona con migliaia di volontari già pronti sul campo. 
Questo paese mi delude sempre più, gli interessi di pochi schiacciano i diritti della massa che sicuramente è troppo ignorante, non per colpa sua, per capire quello che gli stanno facendo.
Potrei raccontarvi altre cose, molto più succose e sensazionali e non escludo di farlo perché sono veramente stanco di quello che vedo intorno a me.
Ho avvertito un amico giornalista di occuparsi della questione delle uscite delle Metro, non so cosa aspettarmi perché anche portandolo a conoscenza di altre cose altrettanto importanti, proprio lui, dice di non averne mai sentito parlare. Mi sembra molto strano che persone che vivono d'informazione ignorino fatti gravi accaduti nel nostro paese, consultabili su qualsiasi emeroteca, pertanto sono abbastanza propenso a credere che anche costui pensi che io sia appena arrivato in questo paese col cammello e che per questo posso essere preso in giro.


Il biglietto dell'ATM che ho usato oggi, si sa mai che qualcuno abbia qualche dubbio...

Mi farebbe piacere se mi lasciaste qualche commento sull'argomento di questa giornata e che mi diciate in tutta sincerità se voi vi sentite sicuri ad utilizzare un servizio come la Metropolitana Milanese che il responsabile capo della Direzione VV. F. per la Lombardia, fino ad adesso non ha mai visto né visitato, né utilizzato, figuriamoci poi se gli passa la voglia d'ispezionarlo...

Va beh dai, voglio chiudere con una parola di speranza, speriamo che non capiti mai nulla di strano sottoterra, non mi sembra tanto facile uscire da una stazione, forse al buio ed in mezzo al fumo. Sì, certo, magari qualcuno riuscirà a scavalcare, ma i tanti anziani e i poveri bimbi li lasciamo li?


Una barriera un po' alta da passare in caso di black-out. Dove sono le indicazioni per le uscite di sicurezza e le uscite a spinta antipanico?

NB:
Dopo i gravissimi fatti accaduti a Bruxelles il giorno 22 marzo 2016 nella stazione della metropolitana di Maelbeek l'ATM sembra essere giunta ad un ripensamento sull'opportunità di bloccare le uscite di sicurezza. Evidentemente, era necessario che morissero molte persone in un attentato dinamitardo per seguire i saggi consigli di Tony Graffio

sabato 8 marzo 2014

Ricordo di Onorina Brambilla, una donna dal carattere ribelle

Comprendere cosa può essere accaduto nell'Italia fascista è qualcosa che forse è impossibile per chi non ha vissuto quel periodo; gli uomini e le donne di quell'epoca, a prescindere dal loro pensiero politico, avevano una visione estremamente patriottica della vita che forse era stata loro impressa da idee nazionalistiche che erano tipiche di un periodo ancora precedente alla prima guerra mondiale.
Onorina Brambilla è stata una donna combattente che si  è battuta per i propri ideali e la propria libertà. 
In via Mar Ionio tra i civici numeri 1 e 3, un mural dipinto dagli abitanti della zona ricorda la figura di una donna partigiana che non si è piegata alle imposizioni nazi-fasciste.
Forse, le donne e gli uomini che hanno vissuto negli anni 1940 avevano dei principi più solidi e delle certezze che oggi è impensabile trovare nei giovani dei nostri giorni; fatto sta che l'Italia, nonostante la sua storia recente, rimane un paese totalmente disomogeneo a tutti i livelli e privo di unità sociale e giustizia.
So di esprimere qualcosa che potrebbe essere frainteso perché quando si parla di questi argomenti è sempre difficile prescindere dalle passioni personali del momento, ma nonostante tutti i buoni propositi di chi ha vissuto prima di noi, sacrificando persino la propria vita per mettere le basi di una società migliore e più giusta, non mi sembra che questi intenti siano andati a buon fine, anche per le responsabilità di chi è venuto dopo ed ha solo pensato ad accaparrare ricchezze e potere.
Il guaio peggiore dell'Italia è che qui non si è mai compiuta una vera rivoluzione culturale, non si è mai voltato pagina per andare verso un futuro che portasse alla costruzione di una società equa, ma si sono sempre conservati i privilegi delle classi dominanti e dei furbacchioni che si sono venduti l'anima pur di procedere nella loro scalata sociale.
Questo paese non è mai stato completamente libero, ma è sempre dipeso dai poteri forti che ne hanno determinato lo sviluppo economico e la sudditanza politica. 
Guardandomi intorno vedo poca onestà, molti interessi economici e un'infinità di lotte di potere condotte per assoggettare i propri simili e schiacciarne la volontà.
Lo stato non fa gli interessi dei propri cittadini, ma mantiene un sistema pseudo-mafioso per sfruttare le persone più deboli e favorire un ristretto manipolo di famiglie molto influenti e intanto tutti si riempiono la bocca di parole per gettare fumo negli occhi e confondere coloro che si identificano nel dualismo, non sapendo che in realtà non esiste alcuna contrapposizione tra le parti politiche che favoriscono entrambe i soliti noti.
E questo, spiega in parte come siamo arrivati allo sfacelo di ogni cosa, mentre la gente si accapiglia sul nulla.
Poco o niente viene lasciato alle genti più pure che credono davvero negli ideali della libertà e del rispetto del prossimo. 
Il paese di adesso è afflitto da mali difficilmente guaribili come grandi disuguaglianze e un'ignoranza diffusa che per certi versi mi fanno pensare che almeno un tempo c'era la speranza di poter uscire da una certa miseria culturale, mentre adesso coloro che vivono in Italia si sono rassegnati a non  veder mai più fiorire nemmeno i propri sogni.

Non c'è futuro senza memoria

Norina Brambilla partigiana


Occupati del tuo quartiere

Fotografie scattate sotto la pioggia con la Fujifilm X100s

Onorina Brambilla Pesce, nome di battaglia: Sandra
(fotografia storica reperita sul web)