giovedì 30 maggio 2013

Uomo nudo in 3D

Il luogo è questo: N 45°28'52.299" E 9°12'32.201", in prossimità del numero 12 di via Vitruvio troviamo un uomo nudo, ma indifferente, sulla destra arrivando da corso Buenos Aires, poco prima di via Benedetto Marcello. Non si sa per quanto tempo ancora questa scultura di gesso resisterà incollata ad una parete cittadina, però non si può mai sapere, potrebbe anche durare, come è capitato al T-Rex, sempre di Urbansolid, già immagazzinato nel nostro archivio durante una passeggiata in Bovisa. Urbansolid è un dinamico duo di 35enni milanesi che si esprimono in 3D, hanno una preparazione accademica e sono già saliti alla ribalta mediatica in alcune occasioni in cui hanno inscenato interessanti performance.

Per conoscere meglio gli Urbansolid vi consiglio la visione di un interessante documentario di David Drills girato a Parigi nel 2014.


Immagini ripresa questa sera alle 17.53 a Iso 800 1/60 sec. f 6.3 con Super Takumar 28mm f 3.5 montato con adattatore M42 su Pentax K-01.
Cielo nuvoloso, 15°C circa.


Un moderno Adamo

Uomo nudo PPP


Armenia Films

Il primo cineasta milanese fu Luca Comerio, nato il 19 novembre 1878 in via Volta, 19.
Comerio, già interessato all'arte ed alla fotografia, diede vita ai primi stabilimenti cinematografici, nel 1907 in via Arnaldo da Brescia, nel quartiere Isola; un anno dopo in via Serbelloni, dove inizialmente, si producevano soltanto documentari. In seguito s'incominciarono a girare anche i film a soggetto e le comiche. Poco dopo, Comerio si associò alla SAFFI e l'attività venne nuovamente trasferita, questa volta a Precotto. Nel 1910 inizia la costruzione di stabilimenti ancora più grandi, in via Baldinucci, nel quartiere della Bovisa, poiché la Saffi non riusciva a far fronte alla sempre crescente produzione. La Milano Films aveva acquistato un terreno molto grande ed in quegli spazi aveva fatto sorgere una struttura molto efficiente,  affiancando i teatri di posa ai laboratori di sviluppo e stampa. Milano Films inizia la propria attività nel 1911 ed è proprio in questo anno che veniva realizzato l'Inferno, una coproduzione della Saffi-Comerio-Milano Films, una pellicola di genere fantastico di grande successo che attirerà l'attenzione del mondo intero. L'Armenia Films di Johannes H. Zilelian è una nuova casa di produzione cinematografica attiva per poco tempo sugli stessi luoghi a partire dal maggio del 1917. Oggi, in via Baldinucci, a memoria di una pionieristica attività cinematografica svolta fino all'inizio degli anni 1930  restano soltanto il muro di cinta dell'Armenia Films ed un mural di 32 metri realizzato da un collettivo di 6 ragazzi.

Armenia Films

Cielo della Bovisa

Qui nasce il cinema italiano

Milano Films

Ragazzo della Bovisa con Charlot e Picasso

Gasometro

Tutto è una proiezione

Un anno importante

Livellara

Mitologia

Tartaruga

Coppia con gatto matto

Il laghetto delle tartarughe

Ermanno Olmi


Questo è il dipinto murale collettivo degli abitanti della Bovisa. Centodiciannove persone d'ogni età hanno liberamente realizzato disegni e collage ispirati al quartiere ed alla storia del cinema italiano.

Geo appunto: N 45°30'15.313" E 9°10'19.747"

Dietro il muro oggi c'è il giardino di pertinenza del condominio di via Candiani 29. In questo luogo, trasformato in un parco giochi, ogni giorno possono divertirsi molti bambini.

All'interno dell'Armenia

Tartarughe al sole

Aggiornamento del 14 settembre 2013
Ieri sera ha avuto luogo l'evento speciale a cura di Circonvalla Film che ricordava la realizzazione del primo lungometraggio italiano, prodotto dalla Milano Films nel 1911. S'è trattato di una proiezione in 35mm aperta al pubblico, nel giardino di via Baldinucci. Per l'occasione il film è stato accompagnato da sonorizzazione dal vivo di DJ AlterAzioni e performance vocale e teatrale di Debora Zuin





mercoledì 29 maggio 2013

New Era

Nella piccola via Carlo Reale troviamo altri vecchi graffiti.


New Era

Alaksa

Dino

Pit bull

Vai bene

Assassino

 Fronde

No armi

Via Reale

Riprese effettuate con Pentax K-01 e Super Takumar 50mm f 1: 1.4
Geo appunto: N 45°30'25.913" E 9°9'32.542"

Malamanera Squat

In via Bovisasca al numero 65, il 4 luglio del 2003, era stato occupato un grande stabile intorno al quale oggi restano disegni e scritte sbiadite.


65

 65 dettaglio

 Case occupate

 4 luglio 2003

 Nocops

End

Tutte le fotografie sono state riprese con la Pentax K-01 ed il Super Takumar 50mm f 1:1.4
Geo appunto: N 45°30'24.969" E 9°9'35.720"


Aggiornamento del 20 giugno 2013
Oggi ho visto la grande testa da morto e le scimitarre non più incrociate poiché i portone di ferro del Malamanera era finalmente aperto, così mi sono immediatamente avvicinato all'entrata ed ho effettuato qualche scatto per completare l'illustrazione di un sito che mi aveva sempre incuriosito. Sicuramente, sono state già effettuate delle demolizioni, non rimangono tracce dei locali, ma qualche disegno è ancora presente sui muri di cinta perimetrali. Sono in atto dei lavori per le Ferrovie Nord che stanno apportando vario materiale che potrebbe essere il supporto per la stesura di nuovi binari.
Immagini riprese dalle 17.04 alle 17.11 con Pentax K-01 e Super Takumar 28mm f 3.5. Dopo una giornata molto calda, il cielo ha iniziato a diventare grigio. Mi sono allontanato quando stavano per cadere le prime gocce di pioggia.
Sullo sfondo della foto M1 notiamo la torre di un palazzo del 1935 che le sue forme hanno già consegnato all'iconografia dell'architettura del XX secolo. C'è infatti chi parla di tratti tipici del futurismo e di elementi d'art nouveau, qualcuno ne attribuisce la progettazione ad Antonio Sant'Elia, ma personalmente ritengo che più passano gli anni più si tende a creare delle leggende che poco hanno a che spartire con la realtà; da qui nascerebbe la necessità di  documentare con attenzione il patrimonio culturale e storico da parte delle, cosiddette, "istituzioni". E' mia intenzione approfondire la conoscenza e la divulgazione di quanto fa parte della memoria visiva comune e della storia del territorio che si trasmette fondamentalmente attraverso le immagini e parzialmente attraverso le parole.

 M1

 M2

 M3

 M4

 M5

 M6

 M7

 M8

 M9

M10

Bovisasca

Il fiore di Lucy

Certi dettagli sfuggono se non ci prendiamo il tempo necessario per osservare la scena con attenzione; mi ricollego ad un immagine di Lucy ripresa di notte, per mostrare un fiore che tende a non essere molto visibile a causa dello scarso contrasto col fondo dell'intonaco.
Obiettivo usato per la ripresa: Super Takumar 50mm 1:1.4

Poco più avanti, sullo stesso muro dove si trova Lucy c'è  un simpatico personaggio vestito di azzurro che fugge di corsa, o forse insegue qualcuno.

Mani a forchetta

Occhio bucato

Predatore allegro

Osso arrugginito


Osso arrugginito dettaglio

Dalla parte opposta della strada si trovano altre figure abbastanza semplici, ma carine.


Cow

La protesta


Geo appunto di dove si trova "Mani a forchetta": N 45°30'17.515" E 9°9'36.305"


Muro e gasometro